Isola di San Pietro

DESCRIZIONE

L'Isola di San Pietro, presenta una estensione areale di circa 51 Km2 e uno sviluppo costiero di circa 47 Km, è separata dal litorale sardo da un canale largo circa 7 Km, e profondo, al massimo, poche decine di metri sotto l'attuale livello del mare. Da un punto di vista strettamente geologico il settore considerato si inquadra all'interno di un più vasto ambito territoriale di riferimento, costituito da un unico distretto vulcanico terziario comprendente anche l'Isola di S. Antioco, gli altri isolotti minori dell'arcipelago sulcitano ed una parte significativa dell'Iglesiente meridionale ed il Sulcis. L'ossatura litologica dell'Isola di S. Pietro è interamente costituita da prodotti vulcanici, per la maggior parte ignimbritici e subordinatamente lavici, di composizione riolitica, quarzolatitica e comenditica, riferibili alla seconda fase del Ciclo Magmatico oligo-miocenico sardo. L'assetto geomorfologico della fascia costiera rappresenta il risultato principalmente delle interazioni tra processi marino-litorali e caratteri di natura lito-petrografica e strutturale, sia tettonica che vulcanica, del basamento roccioso dell'isola. In particolare le coste esposte a nord-ovest e sud-ovest presentano tipicamente un carattere marcatamente alto e roccioso, essenzialmente riconducibile, da un lato ad una originale impostazione tettonico-strutturale del tratto costiero, e dall'altro all'estremo vigore degli impulsi meteo-marini che interessano questo settore. Lungo il margine litoraneo orientale, le condizioni di minore esposizione alle perturbazioni di origine marina, inducono il prevalere di caratteri di costa bassa e lo sviluppo di apparati costieri riconducibili all'accumulo ed evoluzione sedimentaria di prodotti detritici e di spiaggia. I settori interni dell'isola presentano un carattere generalmente collinare, raggiungendo quote non elevate, che culminano con la sommità di Guardia dei Mori, posta a circa 211 metri s.l.m. La morfologia del territorio denota fortemente l'originaria impostazione strutturale, vulcanica del rilievo, che solo presso i settori meridionali e centro-orientali dell'isola risulta più marcatamente rimodellata e talora mascherata dai processi morfogenetici superficiali, riconducibili soprattutto alla dinamica esogena quaternaria. La copertura vegetale del territorio, che nell'area in esame assume caratteri fortemente distintivi e tipici, in funzione delle specificità ecologico- ambientali dell'Isola, riveste, in termini geo-ambientali, una valenza essenziale per garantire un adeguato equilibrio tra i diversi termini del bilancio idrogeologico locale, ed in particolare del rapporto tra i processi di deflusso superficiale e quelli di infiltrazione nel suolo, nonché per assicurare una opportuna protezione della stessa coltre pedogenica nei confronti dei fenomeni di erosione accelerata e di perdita della risorsa pedo-ecologica. aspetti naturalistici presenti e per l'esistenza di numerosi endemismi, anche perché l'azione di disturbo antropico risulta relativamente recente. Inoltre il patrimonio boschivo nella seconda metà del XVIII sec. subì un'ulteriore diminuzione a seguito degli incendi volutamente appiccati al fine di eliminare la voracità dei conigli selvatici che compromettevano completamente i raccolti.Presenza di numerosi habitat di tipo rupicolo costiero, psammofilo costiero, alonitrofilo,, di pozze stagionalmente umide, di ambiente umido, alofilo, climacico e di degradazione. ona importante per l'alimentazione del fenicottero, specie elencata nell'Allegato I della Direttiva 79/409/CEE. Presenza di almeno un importante stenoendemita: Cicindela campestris saphyrina Genè (per la quale è stata fatta richiesta di inserimento nella nuova checklist delle specie prioritarie. Peculiarità faunistiche di grande pregio zoogeografico, tra cui si segnala una delle più importanti colonie di falco della regina del Mediterraneo che insieme a quella di Capo di Monte Santo è sicuramente la più grande d'Italia. La flora è di grande interesse e ricca di elementi di elevato interesse conservazionistico, tra i quali spiccano Astragalus maritimus, endemismo esclusivo dell'Isola e Borago morisiana, che ha qui il suo locus classicus. Oltre queste si ricordano Bellium crassifolium, Genista valsecchiae, Orobanche rapum-genistae ssp. rigens, Nananthea perpusilla, Asteriscus maritimus.Lo studio fitosociologico ha permesso l'identificazione di numerosi tipi vegetazionali, riferibili alle classi Crithmo staticea, Ammophiletea, Isoeto- Nanojuncetea, Phragmitetea, Salicornietea, Quercetea ilicis. La costa occidentale ospita la maggior parte delle specie endemiche dell'isola. Questo sito in particolare rappresenta l'unica stazione ad Astragalus maritimus specie endemica dell'Isola di San Pietro. in questa area si rinvengono inoltre nuclei arborei di Juniperus phoenicea ssp. turbinata. E' evidente che si tratta di un aspetto residuale di un originario bosco ormai distrutto dai massicci tagli e da numerosi incendi, le cui vestigia si possono individuare in isolati esemplari secolari. Nel sito i pianori della parte più alta dell'isola dove il substrato impermeabile vulcanico favorisce ristagni temporanei delle acque meteoriche si rinviene una vegetazione erbacea terofitica di altissimo valore fitogeografico. Trattasi di vegetazione effimera inquadrabile nella classe Isoeto- Nanojuncetea e identificanti aspetti della associazione Isoetetum duriaei. Le praterie di Posidonia oceanica costituiscono una delle componenti fondamentali dell'equilibrio e della ricchezza del sito. Contribuiscono infatti in maniera cospicua ad una discreta ossigenazione delle acque e alla produzione di biomassa vegetale. Rappresentano inoltre un fattore di stabilità dei fondali mobili e delle rive.



DESCRIPTION

The island of San Pietro, has an areal extent of approximately 51 km2 and a coastline of about 47 km, is separated from the Sardinian coast by a channel about 7 Km, and deep at most a few tens of meters below the ' current sea level. From a point of view strictly geological the sector under consideration is framed within a wider geographical area of ​​reference, constituted by a single tertiary volcanic district also comprising the S. Antioco Island, the other minor islets of sulcitano and a significant portion of southern Iglesiente and Sulcis. The island lithological backbone of S. Pietro is entirely composed of volcanic products, for the most part and subject ignimbritic lava, of rhyolitic composition, and quarzolatitica comenditica, referable to the second phase of the cycle Magmatico oligo-miocenico Sardinian. The geomorphological structure of the coastal strip is mainly the result of interactions between marine-coasts and characters of litho-petrographic and structural nature processes, both tectonics that volcanic, the island bedrock. In particular the coasts exposed to the north-west and south-west typically exhibit a markedly high and rocky character, mainly due, on the one hand to an original structural-tectonic setting of the coastline, and on the other extreme weather force of pulses -marini affecting this area. Along the eastern coastal margin, the lower exposure conditions to the disruption of marine origin, inducing the prevalence of low costs characters and the development of coastal apparatuses due to the accumulation and evolution of sedimentary detrital products and the beach. The interior of the island areas have a generally hilly character, reaching shares not higher, culminating in the summit of Guardia dei Mori, located about 211 meters s.l.m. The topography strongly denotes the original structural layout, the volcanic relief, only at the southern and central and eastern areas of the island is more markedly reshaped and sometimes masked by surface morphogenetic processes, primarily related to the dynamics exogenous Quaternary. The vegetation of the area, which takes in the examined highly distinctive character and typical, according to the ecological-environmental specificities of the island, covers, in geo-environmental, an essential value to ensure an appropriate balance between the different terms the local hydrogeological balance, and in particular the relationship between the surface runoff processes and those of infiltration into the soil, as well as to ensure a suitable protection of the same blanket pedogenica against accelerated erosion and loss of soil and ecological resource. natural features present and the existence of numerous endemic species, because the jamming anthropic is relatively recent. In addition, the forests in the second half of the eighteenth century. underwent a further decrease as a result of fires deliberately hanged in order to eliminate the voracity of wild rabbits which compromised completely raccolti.Presenza of numerous coastal habitat type rupicolo, coastal psammofilo, alonitrofilo ,, wet seasonally puddles, wet environment, alofilo, climacico and degradation. ona important for feeding flamingo species listed in Annex I of Directive 79/409 / EEC. Presence of at least one major stenoendemita: Cicindela campestris saphyrina Gene (for which has been made for the inclusion in the new checklist of priority species. Peculiarities of fauna of great zoogeographical value, among which, one of the largest falcon colonies of the Queen of the Mediterranean which together with that of Capo di Monte Santo is certainly the largest in Italy. the flora is very interesting and full of high interest for conservation elements, among which Astragalus maritimus, endemism exclusive island and Borago morisiana that has here its locus classicus. Besides these we remember Bellium crassifolium, Genista valsecchiae, orobanche rapum-genistae ssp. rigens, Nananthea perpusilla, Asteriscus maritimus.Lo phytosociological study allowed the identification of several vegetation types, referring to classes Crithmo staticea, Ammophiletea, Isoeto- Nanojuncetea, Phragmitetea, Salicornietea, Quercetea ilicis. The west coast is home to most of the island's endemic species. This particular site is the only station to Astragalus maritimus species endemic to the island of San Pietro. in this area it is also rinvengono arboreal nuclei of Juniperus phoenicea ssp. turbinata. It 'clear that it is a residual aspect of an original forest has been destroyed by massive cuts and numerous fires, the remains of which can be identified in isolated secular examples. The site of the plateaus of the highest part of the island where the volcanic waterproof substrate favors temporary stagnation of rain water is found a herbaceous vegetation terofitica of high phytogeographical value. This is ephemeral vegetation framed in Isoeto- class Nanojuncetea and identifying aspects of the association Isoetetum duriaei. The Posidonia meadows are one of the fundamental components of balance and richness of the site. In fact they contribute greatly to a discrete oxygenation of the water and the plant biomass production. They also represent a factor of stability of soft bottoms and banks.


Denominazione

Isola di San Pietro

Codice

ITB040027

Regione

Sardegna

Capitaneria di porto

Comune di Carloforte

Superficie (Ha)

9274.00

Lunghezza

0.00

Latitudine

39.143900

Longitudine

8.263100

MISURE DI CONSERVAZIONE GENERALI

Assessorato Difesa dell'ambiente
Decreto n. 10 del 13.02.2009
Approvazione del piano di gestione del SIC ITB040027 “Isola di San Pietro”

A. Prescrizioni comuni per tutti i piani
A.9) Eventuali habitat e specie delle direttive “Habitat” e “Uccelli” presenti nel territorio non indicati nei piani di gestione o non rilevati in fase di istruttoria sono comunque sottoposti a tutela ai sensi delle medesime direttive e dovranno essere segnalati agli uffici del competente Servizio Tutela della Natura anche se rilevati in una fase successiva all’approvazione dei piani.

MISURE DI CONSERVAZIONE SITO SPECIFICHE

Assessorato Difesa dell'ambiente
Decreto n. 10 del 13.02.2009
Approvazione del piano di gestione del SIC ITB040027 “Isola di San Pietro”.

Piano di Gestione
11.5.1 Regolamentazione
Sono da considerare non ammissibili e vietati:
1. Il rilascio e dispersione di sostanze e prodotti inquinanti di qualsiasi natura;
2. la cattura, l'uccisione, il maltrattamento ed il disturbo della fauna selvatica di interesse conservazionistico indicata all’interno del Piano di Gestione, ad eccezione di quanto eseguito per fini di ricerca e di studio previa autorizzazione del soggetto gestore del pSIC;
3. la raccolta ed il danneggiamento della flora spontanea di interesse conservazionistico indicata all’interno del Piano di Gestione, ad eccezione di quanto eseguito per fini di ricerca e di studio previa autorizzazione del soggetto gestore del pSIC;
4. il prelievo di materiali rocciosi e sabbiosi nonchè di materiali di interesse geologico e paleontologico, ad eccezione di quello eseguito, per fini di ricerca e di studio, previa autorizzazione del soggetto gestore del pSIC;
5. l’introduzione, al di fuori delle aree urbane e dei settori interessati dalla attività agricola e pascolativa, di specie di flora e fauna estranee a quelle autoctone;
(...)
7. L’abbandono di rifiuti di qualsiasi natura;
(...)
14. Praticare sport acquatici di qualunque genere nelle zone umide;
15. Durante il periodo compreso tra la metà di aprile e la metà di luglio, in corrispondenza dei tratti di costa rocciosa interessati dalla nidificazione di uccelli rapaci e del gabbiano corso, così come definiti in termini di localizzazione ed estensione attraverso appositi censimenti e verifiche, anche in correlazione con le indagini e le elaborazioni legate al progetto di istituzione dell’Area Marina Protetta:
− lo sbarco di persone e animali;
− l’ormeggio e la navigazione ravvicinata rispetto al tratto di costa in questione, rispettando le distanze minime appositamente stabilite per questi settori.
16. l’ancoraggio delle imbarcazioni di qualunque genere in corrispondenza delle praterie di posidonie (Cod. Nat. 1120* Posidonion oceanicae).

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