Stagno di S'Ena Arrubia e territori limitrofi

DESCRIZIONE

La laguna di S'Ena Arrubia è situata nel Golfo di Oristano lungo la costa centro-occidentale della Sardegna. Funge da bacino di raccolta per le acque della bonifica di Arborea. La comunicazione con le acque del Golfo è regolata da un canale artificiale. L'area è caratterizzata da depositi del Quaternario del Pleistocene e dell'Olocene. Predominano suoli Typic, Aquic e Ultic, Palexeralf, mentre in subordine sono presenti Xerofluvents. Le precipitazioni sono tipicamente stagionali concentrate nel periodo tra ottobre e marzo. Il mese più piovoso è dicembre con una media di 99,6 mm quello più secco è luglio con 3,6 mm. La temperatura media è di 16,9°C, la media delle massime del mese più caldo è di 32,3°C la media delle minime del mese più freddo è di 5,2°C. La massima assoluta è 39,8°C, la minima assoluta è 10,4°C. L'area presenta un clima semiarido con estati tiepide e non molto piovose e inverni piovosi e non molto freddi. I venti predominanti sono il maestrale e lo scirocco.La Laguna di S'Ena Arrubia è stata definita come "l'unico relitto dello Stagno del Sassu", che venne bonificato tra il 1934 ed il 1937, con altri 200 piccoli stagni e paludi per una superfice complessiva di 3.270 ettari. Lo stagno di S'Ena Arrubia, che costituiva la parte terminale del Sassu, venne trasformato in un bacino indipendente alimentato non più da immissari naturali (convogliati altrove come il Rio Logoro, ma da tre canali artificiali. La laguna è delimitata ad ovest dal cordone litorale, a nord dai depositi alluvionali del Tirso, a sud dai terreni sabbiosi che costituiscono la bonifica di Arborea, mentre a est l'idrovora del Sassu ne interrompe la continuità con l'area bonificata dell'originario Stagno di Sassu. La sua profondità varia da 40 cm a 1.40 metri circa ed i fondali sono prevalentemente fangosi. Il bacino di S'Ena Arrubia si è formato su un ampio avvallamento in terreni alluvionali ed eolici, in una pianura invasa dalle acque dolci dell'entroterra. Tale avvallamento è stato sbarrato da dune litoranee, infatti si hanno due formazioni contigue: procedendo dal mare verso terra dapprima un cordone dunale attuale, poi sabbie appartenenti alle vecchie dune, testimoni dell'antico limite della spiaggia pleistocenica. Le sabbie sono costituite da materiali di apporto marino (residui conchigliari, sabbie di battigia) ed in gran parte da materiale di erosione. Le cenosi sono in successione catenale con le variazioni del livello dell'acqua e presentano associazioni ben strutturate e floristicamente differenziate. Sono presenti associazioni delle classi Patamogetonea pectinati, Caratophilletea, Phragmitetea, Salicornietea fruticosae, Juncetea, Thero-Suaedethea, Saginetea maritimae, Nerio-Tamaricetea, Lemnetea minoris, Phragmitetea, Magnocaricetea, Arthemisietea vulgaris, Stellarietea mediae e Ruppietea. Sito di importanza internazionale per la fauna legata alle aree umide (inserito nella Convenzione di Ramsar).


DESCRIPTION

The S'Ena Arrubia lagoon is located in the Gulf of Oristano along the central west coast of Sardinia. It serves as a reservoir for water reclamation of Arborea. The communication with the Gulf waters is regulated by an artificial canal. The area is characterized by deposits of the Quaternary Pleistocene and Holocene. Typic soils predominate, and Aquic Ultic, Palexeralf, while in the alternative are present Xerofluvents. Seasonal Rainfall is typically concentrated in the period between October and March. The rainiest month is December with an average of 99.6 mm the driest is July with 3.6 mm. The average temperature is 16.9 ° C, the average maximum for the hottest month is 32.3 ° C the average minimum of the coldest month is 5.2 ° C. The absolute maximum is 39.8 ° C, the absolute minimum is 10.4 ° C. The area has a semi-arid climate with warm summers and not very rainy, rainy and not very cold winters. The predominant winds are the mistral and scirocco.La Laguna S'Ena Arrubia was defined as "the only relic of the Sassu Pond", which was reclaimed between 1934 and 1937, with another 200 small ponds and marshes for a total area of ​​3,270 hectares. The pond S'Ena Arrubia, which was the part of the terminal Sassu, was transformed into an independent basin no longer fed by natural tributaries (conveyed elsewhere as the Rio Frayed, but from three artificial channels. The lagoon is bounded on the west by the cordon coast, north from the alluvial deposits of the Tirso, to the south by sandy soils that make up the reclamation of Arborea, while to the east the dewatering of Sassu interrupts the continuity of the reclaimed area of ​​the original Sassu Pond. its depth varies from 40 cm to 1.40 meters, and the bottoms are predominantly muddy. the S'Ena basin Arrubia is formed on a large depression in alluvial soils and wind, on a plain invaded by the rolling inland waters. Such a depression has been barred from coastal dunes, in fact you have two contiguous formations: proceeding from sea to land first a current dune belt, then sand dunes belonging to the old, ancient witnesses limit d She Pleistocene beach. The sands are composed of marine welding consumables (conchigliari debris, sands of the shoreline) and mostly by erosion material. The cenosis are catenal in succession with variations in the water level and present well structured associations and differentiated floristically. There are associations of classes Patamogetonea PECTINATES, Caratophilletea, Phragmitetea, Salicornietea fruticosae, Juncetea, Thero-Suaedethea, Saginetea maritimae, Nerio-Tamaricetea, Lemnetea minoris, Phragmitetea, Magnocaricetea vulgaris Arthemisietea, Stellarietea mediae and Ruppietea. Site of international importance for wildlife related to wetlands (included in the Ramsar Convention).


Denominazione

Stagno di S'Ena Arrubia e territori limitrofi

Codice

ITB030016

Regione

Sardegna

Superficie (Ha)

279.00

Lunghezza

0.00

Latitudine

39.822800

Longitudine

8.563900

MISURE DI CONSERVAZIONE GENERALI

Assessorato Difesa dell'ambiente
Decreto n. n. 15886/26 del 24 luglio 2017
Approvazione del piano di gestione del SIC ITB030016 "Stagno di S’Ena Arrubia e territori limitrofi”

A. Prescrizioni comuni per tutti i piani
A.9) Eventuali habitat e specie delle direttive “Habitat” e “Uccelli” presenti nel territorio non indicati nei piani di gestione o non rilevati in fase di istruttoria sono comunque sottoposti a tutela ai sensi delle medesime direttive e dovranno essere segnalati agli uffici del competente Servizio Tutela della Natura anche se rilevati in una fase successiva all’approvazione dei piani.

MISURE DI CONSERVAZIONE SITO SPECIFICHE

Assessorato Difesa dell'ambiente
Decreto n. n. 15886/26 del 24 luglio 2017
Approvazione del piano di gestione del SIC ITB030016 "Stagno di S’Ena Arrubia e territori limitrofi”.

Piano di Gestione
Allegato 1 - Regolamento

PARTE SECONDA – UTILIZZO E FRUIZIONE
(...)
Articolo 5 – Circolazione con natanti
1. Nella laguna la circolazione con natanti è consentita, con le limitazioni imposte dall’Ente Gestore per la preservazione della biodiversità, al personale di sorveglianza, pubblica sicurezza e soccorso e agli addetti della peschiera presente all’interno dei Siti per l’esercizio della pesca e delle attività connesse. È facoltà dell’Ente Gestore concedere autorizzazioni anche ad altri soggetti per specifiche finalità su motivata richiesta.
2. Nel porticciolo la navigazione è consentita, nel rispetto del Codice della Navigazione e con le limitazioni imposte dalla Capitaneria di Porto e, per la preservazione della biodiversità, dall’Ente Gestore.

Articolo 8 – Emissioni sonore e luminose
(...)
2. L’uso di apparecchi sonori all’interno dei Siti deve avvenire senza arrecare disturbo alla fauna e nel rispetto delle prescrizioni e limitazioni dell’Ente Gestore e dei Piani Comunali di Zonizzazione Acustica, se esistenti.
(...)
4. L’Ente Gestore potrà comunque imporre altri divieti temporanei alle emissioni sonore e luminose in prossimità e all’interno dei Siti ai fini della tutela di particolari specie faunistiche limitatamente a determinati periodi di criticità.

Articolo 10 – Rifiuti
1. All’interno dei Siti è vietato aprire, mantenere e gestire discariche di rifiuti di qualsiasi genere, nonché lo scarico o l’abbandono, anche temporaneo, di rifiuti di ogni tipo, inclusi i rifiuti prodotti da pic-nic e da ogni altra attività connessa alla fruizione dei siti. Si applicano le norme di cui alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006 e
s.m.i..

PARTE TERZA – TUTELA DELLA FAUNA, DELLA FLORA E DEGLI HABITAT DI INTERESSE COMUNITARIO

Articolo 13 – Tutela della fauna
1. Nei Siti non è consentito:
- prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati di mammiferi, uccelli, anfibi e rettili appartenenti alla fauna selvatica, salvo che nei casi previsti all'articolo 6 della Legge Regionale 29 luglio 1998, n. 23, o per sottrarli a sicura distruzione o morte, purché, in tale ultimo caso, se ne dia immediato avviso all’Ente Gestore o al Corpo Forestale;
- prelevare, disturbare o danneggiare qualunque specie faunistica;
- durante la cova e l'allevamento dei piccoli nati, effettuare fotografie o riprese cinematografiche non autorizzate agli uccelli selvatici inclusi nell'allegato II della Convenzione di Berna, fatte salve le persone autorizzate ai sensi dell’art. 62 della Legge Regionale 29 luglio 1998.
2. Sono ammissibili, previa autorizzazione dell’Ente Gestore:
- la cattura di vertebrati e invertebrati a scopo di ricerca scientifica, per attività didattiche o per esigenze gestionali;
- la cattura, con successivo rilascio, di animali a scopo di cura;

Articolo 14 – Tutela della flora
1. Nei Siti sono considerate protette le specie vegetali presenti elencate nell’Allegato II, IV e V della Direttiva Habitat (43/92 CEE), oltre che quelle individuate nel Libro Rosso e nelle Liste Rosse Regionali delle Piante d’Italia, in costante aggiornamento. L’Ente Gestore dovrà aggiornare periodicamente l’elenco delle specie protette presenti nei Siti, sulla base dell’implementazione delle liste rosse nazionali.
2. Le specie vegetali protette di cui al comma 1, presenti su superfici naturali, non devono essere danneggiate, estirpate o distrutte.

Articolo 15 – Tutela degli habitat
1. All’interno dei Siti, in aggiunta alle misure gestionali relative alIa protezione dei sistemi dunali e degli stagni costieri temporanei e le modalità di pulizia degli arenili contenute nella D.G.R. n. 27/7 del 13.5.2008, non è consentito:
- trasformare, danneggiare e alterare gli habitat di interesse comunitario presenti.

PARTE SETTIMA – ATTIVITÀ ECONOMICHE
(...)
Articolo 26 – Attività di pesca
1. L’attività di pesca all’interno dell’area lagunare è consentita nel rispetto di quanto disciplinato dall’Ente Gestore e dalle norme vigenti.
2. È vietato l'esercizio della pesca con reti da traino, draghe, ciancioli, sciabiche da natante, sciabiche da spiaggia e reti analoghe sulle praterie sottomarine, in particolare sulle praterie di posidonie (Posidonia oceanica) o di altre fanerogame marine, di cui all'art. 4 del Regolamento (CE) n. 1967/06.

Articolo 31 - Sanzioni
1. Ferma l’applicazione delle norme sul risarcimento del danno ambientale di cui alla Parte VI del D. Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii., l’inosservanza delle disposizioni del presente Regolamento comporta in ogni caso l’obbligo di riduzione in pristino dei luoghi, da realizzarsi in conformità alle prescrizioni formulate dall’Ente Gestore, e la ricostituzione, ove possibile, delle specie floro-faunistiche e degli habitat compromessi.
2. L’inosservanza delle prescrizioni del presente regolamento comporta l’applicazione delle sanzioni amministrative e/o penali previste dalle specifiche norme statali e regionali.
3. L’inosservanza delle disposizioni emanate dall’Ente Gestore è altresì punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25,82 ad euro 258,22. Tali sanzioni sono irrogate dall’Ente Gestore, nel rispetto delle disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689.

ALLEGATO II - Rete ecologica e Zona di influenza esterna
(...)
Sottozona ZB5 - Spiagge sommerse
Habitat presenti: 1110: Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina
Specie animali target: Sterna albifrons, Sterna hirundo, Sterna sandvicensis, Dicentrarchus labrax, Mugil
cephalus, Gobius niger, Atherina boyeri.
Misure di tutela: Obblighi e divieti specifici:
- divieto di navigazione nei primi 200 metri dalla costa, fatta eccezione della
corsia di navigazione per il transito da e verso il porticciolo della peschiera e
dei piccoli natanti a remi e a pedali;
- divieto di pesca professionale entro i 200 metri dalla battigia;
- divieto di ancoraggio nei primi 200 metri dalla costa.

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