Fondali di Capo San Marco - Sciacca

DESCRIZIONE

Fra Porto Palo e Capo San Marco il litorale è caratterizzato da un'ampia spianata in dolce declivio costituita da un mantello di sedimenti costieri o subcostieri, prevalentemente calcarenitici, che giacciono in trasgressione sul substrato profondo pliocenico e pre-pliocenico.Lungo le falde di Capo San Marco la costa si fa dirupata. La scarpata argillosa precipita rapidamente oltre i -20 m di profondità. A circa 700 metri dalla riva in direzione SE il prolungamento della formazione di Capo San Marco dà origine alla "Secca di Capo S. Marco" di estensione assai ampia, con una profondità minima di 9 metri. Circa 1.500 metri più al largo, in direzione SW, un nuovo rilievo roccioso si erge sino alla profondità di -28 metri, separato dalla prima secca da uno stretto canalone fangoso compreso tra i 35 ed i 40 metri di profondità, arato dalle paranze più esperte. Il promontorio di Capo San Marco degrada più dolcemente verso levante ed il litorale è circondato da alcuni scogli che racchiudono un bassofondo con caratteristiche lagunari spiccate, con la formazione di "recif- barriere" affioranti di Posidonia oceanica, frammista ad un "pelouse" di Cymodocea nodosa, più estesa verso la riva.


DESCRIPTION

Among Porto Palo and Cape San Marco the coastline is characterized by a wide plateau in gentle slope formed by a mantle of coastal sediments or subcostieri, predominantly calcarenitic, which lie in the transgression on the deep substrate Pliocene and pre-pliocenico.Lungo the Cape flaps St. Mark the coast becomes precipitous. The escarpment clay precipitates rapidly over the -20 m depth. At about 700 meters from the shore in the direction of extension of the SE of Cape San Marco formation gives rise to the "Cape Secca S. Marco" of very broad extension, with a minimum depth of 9 meters. Approximately 1,500 meters off, in direction SW, a new rocky relief rises up to a depth of -28 meters, separate from the first dried by a narrow muddy gully lies between 35 and 40 meters deep, plowed by the most expert paranze . The promontory of Capo San Marco slopes more gently to the east coast and is surrounded by some rocks that enclose a shallow lagoon with distinct characteristics, with the formation of "recif- barriers" outcrops of oceanic Posidonia, mixed with a "pelouse" Cymodocea gnarled, wider towards the shore.


Denominazione

Fondali di Capo San Marco - Sciacca

Codice

ITA040012

Regione

Sicilia

Ente responsabile

Regione Siciliana

Capitaneria di porto

n.d.

Superficie (Ha)

18330.00

Lunghezza

0.00

Latitudine

37.504400

Longitudine

13.011700

MISURE DI CONSERVAZIONE GENERALI

D.D.G. n. 375 del 24.05.2019 - D.D.G. 584/2019

Non si rinvengono misure di conservazione generali riservate all'attività di pesca.

MISURE DI CONSERVAZIONE SITO SPECIFICHE

Allegato A, D.D.G. 584/2019

In riferimento agli habitat
- Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina,
- Praterie di posidonie,
- Scogliere;
- nonché alle specie Caretta caretta:

RE 01. è vietato l'esercizio della pesca con reti da traino, draghe, sciabiche da spiaggia e da natante, trappole, ciancioli, reti analoghe e altri attrezzi non consentiti su habitat coralligeni, letti di maerl e praterie di Posidonia oceanica e altre fanerogame marine, di cui all'art. 4 del regolamento (CE) n. 1967/06;
RE02 .sono vietati la cattura, la detenzione a bordo, il trasbordo o lo sbarco intenzionali delle specie marine di cui all'allegato IV e dell'Allegato V della Diretti va 92/4 3/CEE, sal v o in caso di deroga concessa in conformità dell'articolo 16 della Direttiva 92/43/CEE, di cui all'art. 3 del Regolamento (CE) n. 1967/06.
RE03. è vietato l'uso dell'ancora in corrispondenza dell'habitat 1120 praterie di Posidonia oceanica e 1170 - Scogliere;
RE04. è vietata qualunque attività che possa costituire pericolo o turbamento delle specie vegetali/animali e habitat, ivi compresa la navigazione, l'ancoraggio, l'ormeggio, la pesca subacquea, l'immissione di specie alloctone e il ripopolamento attivo;
RE05. sono vietate altre attività che possano costituire pericolo o turbamento delle specie vegetali/animali e habitat quali l'utilizzo di moto d'acqua o acquascooter e mezzi similari, la pratica dello sci nautico e sport acquatici similari;
RE06. è vietata qualunque attività di cattura, raccolta e danneggiamento di esemplari delle specie animali e vegetali, ivi compresa la pesca;
RE07. è vietata qualunque attività di asportazione, anche parziale, e di danneggiamento di reperti archeologici e di formazioni geologiche;
RE08. è vietata qualunque alterazione con qualsiasi mezzo, diretta o indiretta, dell'ambiente geofisico e delle caratteristiche biochimiche dell'acqua, ivi compresa l'immissione di qualsiasi sostanza tossica o inquinante, la discarica di rifiuti solidi o liquidi, la posa di metanodotti/cavi sottomarini, l'acquacoltura, l'immissione di scarichi non in regola con le più restrittive prescrizioni previste dalla normativa vigente.
Qualora risulti necessario, la realizzazione di attività di acquacoltura potrà essere attuata in ottemperanza degli art. 6.3 e 6.4 della direttiva 92/43/CEE Habitat, al piano di gestione del Sito e all'art. 11 del Regolamento (UE) n. 1380/2013;
Qualora sia consentita l'attività della piccola pesca professionale, sportiva e subacquea, è obbligatoria la regolamentazione, definendo la tipologia di attrezzi utilizzabili, con particolare attenzione agli habitat presenti nel SIC. Gli obiettivi di tale regolamentazione dovranno essere di salvaguardia degli habitat e delle specie d'interesse unionale e di riduzione al minimo della perdita o dell'abbandono di reti sui fondali all'interno del SIC e con riferimento dell'art. 4 del Reg. (CE) n. 1967/2006 e all'art. 11 del Regolamento (UE) n. 1380/2013;
RE 09. è vietata l'introduzione di armi, esplosivi e di qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura, nonché di sostanze tossiche o inquinanti;
RE 10. è vietato realizzare all'interno del SIC camp1 di ormegg10 che utilizzino sistemi di ancoraggio a corpo morto;
RE11. qualora risulti opportuno e/o necessario realizzare campi ormeggio all'interno del SIC, il Soggetto Gestore del Sito, anche ricorrendo a misure contrattuali con i Comuni prospicienti il Sito, provvede ad utilizzare sistemi di ancoraggio a basso impatto ambientale a seconda delle caratteristiche del fondale (es. "Halas" per fondi rocciosi se ecosostenibile nel sito in questione);
RE 12. è obbligatoria da parte del Soggetto Gestore del Sito, anche ricorrendo a misure contrattuali con i Comuni prospicienti il Sito, la regolamentazione del flusso turistico-balneare all'interno delle zone a più elevato pregio naturalistico ricadenti nel SIC, che preveda il divieto di danneggiamento e/o prelievo di organismi marini, l'utilizzo delle aree d'interesse presenti nel SIC secondo un calendario specifico da definire e il divieto d'accesso, se non per scopi scientifici, alle zone più sensibili presenti nel Sito;
RE13. è obbligatoria la regolamentazione dell'attività del dolphing whatching.

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