Fondali di Capo Vaticano

DESCRIZIONE

Il sito é dato da una falesia rocciosa che rappresenta il tratto più ad est del Promontorio di Capo Vaticano. Il rapido sollevamento tettonico dell'area avvenuto in gran parte durante il Quaternario, la forza erosiva delle onde e l'elevata resistenza delle rocce granitiche sono i principali fattori di controllo della morfologia dei fondali e della costa. Il sito é caratterizzato da una costa con due promontori rocciosi granitici che raggiungono l'altezza di circa 80 m s.l.m. separati da una piccola spiaggia. I fondali presentano una morfologia molto irregolare con scogli e speroni rocciosi che raggiungo la superficie del mare. Spesso si tratta di massi caduti dalla falesia durante eventi eccezionali come tempeste o terremoti o i relitti di un'antica falesia costituita da rocce più resistenti oggi sommersa dal mare. I fondali al largo di questo promontorio ospitano importanti aree a Posidonia oceanica e sono soggetti a intensi processi costieri (correnti ed onde). I sedimenti trasportati dai piccoli corsi d'acqua che incidono il promontorio vengono depositati nelle antistanti spiagge da dove vengono rielaborati e trasportati dalle correnti e dal moto ondoso parallelamente e perpendicolarmente alla costa lungo l'intero litorale. I processi di rielaborazione e trasporto del moto ondoso costruiscono durante le tempeste importanti morfologie di fondale, barre longitudinali, megaripples e ripples facilmente osservabili perché posti a pochi metri dalla superficie marina. Una grande prateria su matte e sabbia si estende nell'area settentrionale a Capo Vaticano, di fronte alla spiaggia di Formicoli, fino alla batimetrica dei 25 metri; al di là del capo la fanerogama ha distribuzione discontinua: infatti, sono presenti chiazze di prateria di Posidonia su matte e sabbia o chiazze e ciuffi di Posidonia, mentre sottocosta la fanerogama è frammista ad affioramenti rocciosi. La prateria risulta a densità normale ed in equilibrio con le caratteristiche ambientali dell'area, in base ai valori di crescita osservati risulta in ottimo stato di vitalità.


DESCRIPTION

The site is given by a rocky cliff that is the stretch to the east of the Capo Vaticano promontory. The rapid lifting tectonic area occurred largely during the Quaternary, the erosive force of the waves and the high resistance of the granitic rocks are the main factors controlling the morphology of the seabed and the coast. The site is characterized by a coast with two granite rocky cliffs reach a height of about 80 m s.l.m. separated by a small beach. The seabed presents a very irregular morphology with rocks and rocky outcrops that reach the surface of the sea. Often these boulders fallen from the cliff during exceptional events such as storms or earthquakes or the wreckage of an ancient cliff consists of more resistant rocks now under the sea. The seabed off the coast of this headland host important areas Posidonia oceanic, and are subject to intense coastal processes (currents and waves). The sediments transported by small streams which affect the headland are deposited in front of beaches from where they are processed and transported by currents and wave motion parallel and perpendicular to the coast along the entire coastline. The reworking processes and wave transport build during major storms morphologies of bottom longitudinal bars, megaripples and ripples easily observable because it places a few meters from the sea surface. Large meadow of matte and sand stretches in the northern Capo Vaticano, in front of Formicoli beach, up to a depth of 25 meters; beyond the head of the fanerogama he has discontinuous distribution: in fact, there are patches of Posidonia on matte and sand or patches and clumps of Posidonia, while the inshore fanerogama is frammista rocky outcrops. The prairie is at normal density and in balance with the environmental characteristics of the area, on the basis of growth values ​​observed resulting in an excellent state of vitality.


Denominazione

Fondali di Capo Vaticano

Codice

IT9340093

Regione

Calabria

Ente responsabile

Regione Calabria

Superficie (Ha)

802.00

Lunghezza

0.00

Latitudine

38.620300

Longitudine

15.821700

MISURE DI CONSERVAZIONE GENERALI

DGR n. 322 del 9 agosto 2016
Misure di conservazione trasversali per tutti i Siti di Importanza Comunitaria ricadenti nella Provincia di Vibo Valentia.
Allegato A

Pesca
-Divieto dell’esercizio della pesca sportiva nelle porzioni di SIC ricadenti nel Parco Nazionale dell’Aspromonte.
Nelle aree dei SIC esterne al Parco sono applicate le seguenti misure di conservazione:
-Divieto di utilizzare come esca pesce vivo non appartenente a specie autoctone.
-Divieto di utilizzare qualsiasi forma e modalità di pasturazione, indipendentemente dal materiale utilizzabile per la pastura
-Obbligo di valutazione d’incidenza per gli interventi di immissione per fini di pesca. Sono esclusi da tale obbligo gli interventi di ripopolamento con soggetti appartenenti a specie autoctone provenienti da allevamento o da cattura.

MISURE DI CONSERVAZIONE SITO SPECIFICHE

DGR n. 322 del 9 agosto 2016
Delibera di approvazione delle misure di conservazione sito specifiche dei Siti di Importanza Comunitaria della Provincia di Vibo Valentia.
Allegato A

In relazione agli Habitat - Acque marine e ambienti a marea
1120* Praterie di Posidonia (Posidonion oceanicae)
1170 Scogliere
-Vietare l’asportazione della Posidonia spiaggiata, allo scopo di non interferire con l’andamento
naturale del litorale e consentire la formazione di banquettes dai litorali frontistanti il SIC.
-Apporre boe gialle di avvertimento in corrispondenza dei limiti degli ambiti di maggior interesse per l’ambiente marino del SIC.
-Vietare l’ancoraggio sulle praterie di Posidonia, regolamentando eventualmente l’ormeggio con gavitelli fissi per l’ancoraggio di imbarcazioni da diporto nelle baie molto frequentate da turismo nautico.
-Vietare l’asportazione, la distruzione e il danneggiamento delle rocce e il prelievo di esemplari della vegetazione e della fauna, dall’habitat 1170 “Scogliere.
-Vietare l’utilizzo del cianciolo nelle aree a Posidonia.
-Vietare la pesca a strascico, la pesca con la draga e con il rastrello e la pesca con la sciabica non manuale, la sciabica ragno.
-Prevenire l’introduzione e/o la diffusione della Caulerpa spp. e.g.: Intensificare i controlli sulle attività “a rischio” (pesca, traffico nautico, ancoraggio), al fine di prevenire introduzioni accidentali di Caulerpa spp.
-Vietare i dragaggi che coinvolgono gli habitat e prevedere una adeguata fascia di rispetto dagli stessi.
-Vietare impianti di maricoltura i cui siti di ormeggio interessino posidonieti ed altri habitat sensibili o la cui l’area di deposizione interessi habitat sensibili.

In relazione alle Specie Mammiferi – 1349 Tursiops truncatus:
-Vietare l’utilizzo dei palangari e la pesca con reti da posta derivanti nel SIC e in un'area buffer adeguata.
-Consentire l’attività di pesca professionale solamente per le unità della categoria piccola pesca (unità non superiori alle 10 TSL) iscritte nei registri degli Uffici marittimi competenti.
-Estendere il periodo di interruzione temporanea dell’attività di pesca costiera locale e ravvicinata con attrezzi passivi (fermo pesca da Ordinanza della Capitaneria di Porto competente a seguito di Decreto Ministeriale) a tutte le tipologie di attrezzi, anche non indicate nel Decreto.

In relazione alle Specie Rettili – 1224 Caretta caretta:
-Vietare l’utilizzo dei palangari nel SIC e/o incentivare la diffusione degli ami circolari.
-Vietare la pesca a strascico nel SIC.
-Consentire l’attività di pesca professionale solamente per le unità della categoria piccola pesca (unità non superiori alle 10 TSL) iscritte nei registri degli Uffici marittimi competenti.
-Estendere il periodo di interruzione temporanea dell’attività di pesca costiera locale e ravvicinata con attrezzi passivi (fermo pesca da Ordinanza della Capitaneria di Porto competente a seguito di Decreto Ministeriale) a tutte le tipologie di attrezzi, anche non indicate nel Decreto.

N.B. Con riferimento alle misure di conservazione per le quali viene utilizzato il verbo all’infinito “vietare”, si rendono necessari chiarimenti interpretativi da parte degli Enti competenti.
In ogni caso si consiglia, in via cautelativa, di astenersi dal porre in essere le attività ed i comportamenti menzionati.


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