Costa del Piceno - San Nicola a mare

DESCRIZIONE

La costa prospiciente il comune di Grottammare è costituita da spiagge sabbiose o ghiaiose derivanti dall’apporto sedimentario dei corsi dacqua dolce; eccezione a tale morfologia è rappresentata dall’area sita a nord dello stesso comune.Qui la falesia morta a diretto contatto col mare, ha determinato la presenza di substrati duri naturali, caratterizzati da scogli di varie dimensioni; questi risultano talvolta affioranti, come appunto gli scogli di San Nicola e rappresentano la testimonianza di frane avvenute in epoche precedenti (Froglia et al., 2001).Tali movimenti franosi sono da ricondurre all’innalzamento delle porzioni costiere avvenuto nel quaternario (Boccaletti et alii ,1983), che ha innescato scivolamenti roto-traslativi profondi e fenomeni erosivi alla base delle falesie di neo formazione; queste, con un moto relativo rispetto alla linea di costa, sono gradualmente arretrate lasciando fronte mare i resti più duri degli strati, qui rappresentati da conglomerati e arenarie cementate. Tra questi prendono spazio substrati misti incoerenti, rappresentati alternativamente da sabbie e ciottoli di diverse dimensioni.L'area raggiunge i 4.5 m di profondità e la zona circostante è caratterizzata da un fondale sabbioso. I ciottoli sono colonizzati da pochi organismi come il serpulidae Spirobranchus triqueter, piccoli idrozoi, briozoi incrostanti e alghe verdi (Ulva cfr. rigida e Ulva cfr. compressa). Tutti i massi sono coperti da Sabellaria alcocki G., un polichete di piccole dimensioni in grado di aggregare i sedimenti dell'ambiente circostante e formare tubi rigidi. I tubi, presenti in quantità considerevoli e cementati tra loro, costituiscono delle vere e proprie scogliere. Sui massi di dimensioni minori è possibile osservare la presenza di numerosi, piccoli mitili incastonati tra i tubi del serpulidae, mentre i massi più grandi sono colonizzati dal polichete nella porzione inferiore e coperti da mitili di grandi dimensioni nella parte superiore.I reef biogenici costituiti da Sabellaria alcocki G. e i mussel bed formati da Mytilus galloprovincialis rappresentano le componenti biocenotiche più rilevanti dell'area. Questi organismi sono definiti ecosystem engineers in quanto aumentano la complessità tridimensionale del substrato, ospitano un gran numero di organismi associati e creano le condizioni ottimali per agevolare il loro stesso insediamento. Essendo animali sospensivori, mitili e sabellaridi svolgono un'importante funzione di biorimediazione delle acque, rimuovendo dall'acqua particelle di materia organica e microrganismi. Inoltre, queste formazioni biogeniche, fondendosi tra loro, originano numerosi anfratti che fungono da rifugio per numerose specie vagili come pesci (Serranus scriba, Symphodus tinca, blennidi), crostacei ed echinodermi. Gli scogli affioranti, come quello di S. Nicola, inoltre, presentano lati inclinati e anfratti che permettono lo sviluppo delle comunità sciafile dominate da filtratori quali spugne, idrozoi e ascidie.La restante porzione dellarea è caratterizzata da fondale sabbioso in cui si riscontra l'Habitat 1110 (sandbanks). Da dati scientifici relativi al comparto costiero del Piceno, emerge che da un punto di vista ponderale le biomasse totali di C. gallina, specie caratteristica della biocenosi SFBC e al contempo commercialmente molto rilevante, hanno subito in generale una sensibile diminuzione ed alterazione nel tempo, contrariamente a quanto osservato per Anadara inaequivalvis, potenziale organismo alloctono (indopacifico) di sostituzione. Questo è probabilmente imputabile allelevata pressione dalla pesca professionale.La costa emersa che caratterizza il sito è di tipo sabbioso per le porzioni nord e sud; nella parte centrale il mare è invece a diretto contatto con una scogliera artificiale che funge da protezione e sostegno alla ferrovia adriatica e alla pista ciclabile che collega Grottammare con Cupra Marittima. Specie che caratterizzano il sito sono le seguenti: Actinia cari, cnidario tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170; inserito nella Lista rossa italiana dei coralli (LC). Actinia equina, cnidario tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170; inserito nella Lista rossa italiana dei coralli (LC). Paracentrotus lividus, cnidaro inserito nell'Allegato II RCA/SPA, tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170. Anemonia viridis, cnidario Indicatore della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170; inserito nella Lista rossa italiana dei coralli (LC). Cereus pedunculatus, cnidario tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170; inserito nella Lista rossa italiana dei coralli (LC). Aplysina aerophoba, spugna incrostante inserita nell'allegato II RCA/SPA; organismo tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170. Cliona adriatica, spugna perforatrice di substrati duri, risulta endemica per l'Adriatico; organismo tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170. Clathrina coriacea, spugna incrostante tipica della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170. Ircinia variabilis, spugna incrostante tipica della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170. Sabellaria alcocki, polichete della famiglia Sabellariidae, coloniale che vive all'interno di tubi paralleli costituiti da sabbia cementata da muco prodotto dal polichete stesso. Tali strutture sono considerate oasi di biodiversità poiché ospitano una ricchissima varietà di invertebrati ma in Mediterraneo risultano sempre più rare. Organismo caratteristico/indicatore della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170. Capitella capitata, polichete di fondi molli tipico della biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Nephtys hombergi, polichete di fondi molli tipico della biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Corbula gibba, mollusco bivalve caratteristico della Biocenosi IV.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Chamelea gallina, mollusco bivalve caratteristico/indicatore della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Mytilus galloprovincialis, mollusco filtratore che svolge funzione di biorimediazione e di ecosystem engineers poiché costituisce mussel bed aumentando la complessità tridimensionale del substrato; la raccolta in natura è vietata ma risulta oggetto di prelievo consistente; tipico della biocenosi III.6 dell'Habitat 1170. Spisula subtruncata, mollusco di fondi molli tipico della biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Nassarius pygmaeus, mollusco gasteropode caratteristico/indicatore della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Bela nebula , mollusco di fondi molli tipico della biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Anadara inaequivalvis, mollusco bivalve con tendenza di sostituzione nei confronti di Chamelea gallina nella Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Nassarius mutabilis, mollusco gasteropode caratteristico/indicatore della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110; specie di valore commerciale e quindi molto soggetta a pressione piscatoria. Solen marginatus, Mollusco di fondo molle, tipico della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110 con popolazioni locali in forte declino negli ultimi decenni a causa della pressione piscatoria. Crassostea gigas, mollusco alieno di origine asiatica tende a sostituire l'autoctona Ostrea edulis. Octopus vulgaris, mollusco caratteristico delle biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170. Sepia officinalis, mollusco caratteristico della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170 e III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Hypselodoris tricolor mollusco nudibranco che si riscontra nella biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170. Rapana venosa, mollusco alieno che si riscontra degli habitat 1170 e 1110; relativamente all'elevato numero ha impatto su popolamenti di mitili e vongole, di cui si nutre. Ostrea edulis, mollusco filtratore la cui raccolta in natura è vietata ma risulta oggetto di prelievo; tipico della biocenosi III.6 dell'Habitat 1170. Aristeus antennatus, crostaceo che si rinviene nella Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110, di elevato valore commerciale e quindi soggetto a forte pressione piscatoria. Aristeomorpha foliacea, crostaceo che si rinviene nella Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110, di elevato valore commerciale e quindi soggetto a forte pressione piscatoria. Penaeus kerathurus, crostaceo che si rinviene nella Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110, di elevato valore commerciale e quindi soggetto a forte pressione piscatoria. Homarus gammarus, crostaceo inserito nella Lista Rossa IUCN delle specie in pericolo di estinzione in natura (LC). Squilla mantis, crostaceo tipico della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110, di elevato valore commerciale e quindi soggetto a forte pressione piscatoria. Tellina nitida, mollusco bivalve caratteristico/indicatore della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110 soggetto nel passato a forte pressione piscatoria. Pholas dactylus, mollusco bivalve tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell’Habitat 1170; inserita in appendice II Conv.ne Berna e nella Lista rossa dell’IUCN (VU). Echinocardium mediterraneum, echinoderma caratteristico/indicatore della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Schizobrachiella sanguinea, briozoo tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170. Didemnum sp. ,tunicato tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170. Trachinotus ovatus e Sparus aurata, specie autoctone che si riscontrano in entrambi gli habitat 1110 e 1170). Dicentrarchus labrax, specie autoctona che si riscontra negli habitat 1170 e 1110; occupa la stessa nicchia ecologica di Pomatomus saltatrix e Sphyraena viridensis. Pomatomus saltatrix e Sphyraena viridensis, specie aliene che occupano la stessa nicchia ecologica di Dicentrarchus labrax; il loro aumento è legato ai cambiamenti climatici. Sciaena umbra, specie tipica della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170, ASPIM inserita in annesso II Conv.ne Berna. Diplodus sargus sargus, specie autoctona che si riscontra degli habitat 1170 e 1110.Lichia amia, specie autoctona che si riscontra degli habitat 1170 e 1110.



DESCRIPTION

The coast facing the town of Groton consists of sandy or gravelly sediment resulting from payments of sweet courses of water; exception to this morphology is represented by the area located to the north of the same comune.Qui the dead cliff in direct contact with the sea, he has determined the presence of natural hard substrates, characterized by rocks of various sizes; these are sometimes outcropping, just as the rocks of San Nicola and represent the testimony of landslides that occurred in previous epochs (Froglia et al., 2001) .These landslides are due to raising of coastal portions occurred in quaternary (Boccaletti et alii , 1983), which triggered landslides roto-translational deep and erosion at the base of the cliffs of neo training; those with a relative motion with respect to the coastline, are gradually leaving backward beachfront remains the hardest of the layers, here represented by conglomerates and sandstones cemented. Among these take inconsistent mixed substrates space consisting alternately of sand and pebbles of different dimensioni.L'area reaches 4.5 m deep and the surrounding area is characterized by a sandy bottom. The pebbles are colonized by a few organizations like Serpulidae Spirobranchus triqueter, small hydroids, encrusting bryozoans and green algae (Ulva see. Ulva rigid and compressed see.). All boulders are covered by Sabellaria alcocki G., a small polychaete able to aggregate the sediments of the surrounding environment and form rigid tubes. The tubes, available in significant quantities and cemented together, constitute real cliffs. Sui boulders smaller is possible to observe the presence of numerous, small mussels embedded between the tubes of the Serpulidae, while larger boulders are colonized by the polychaete in the lower portion and covered by large mussels in part superiore.I biogenic reef consisting of Sabellaria alcocki G. and mussel bed formed by Mytilus galloprovincialis represent the most relevant components biocenotic area. These organisms are defined ecosystem engineers as they increase the complexity of the three-dimensional substrate, hosting a large number of associated organisms and creates the optimal conditions to facilitate their own settlement. Being animal suspension feeders, mussels and sabellaridi play an important role in bioremediation of water, removing the water of organic matter particles and microorganisms. In addition, these biogenic formations, merging with each other, originating numerous caves that serve as shelter for numerous fish species like vagile (Serranus scribe Symphodus tench, blennies), crustaceans and echinoderms. The rocky outcrops, such as that of S. Nicola, moreover, have sloping sides and crannies that allow the development of sciaphilous community dominated by filter feeders such as sponges, hydroids and ascidie.La dellarea remaining portion it is characterized by sandy bottom in which there is l ' Habitat 1110 (sandbanks). From the scientific data relating to the coastal sector of Piceno, which emerges from a weight point of view of the total biomass of C. hen, species characteristic of SFBC biocenosis and at the same time commercially very relevant, in general have suffered a significant decrease and alteration in time, contrary to what is observed for Anadara inaequivalvis, body potential allochthonous (Indopacific) replacement. This is probably due allelevata pressure from professionale.La fishing emerged coast that characterizes the site is sandy type for northern and southern portions; in the central part of the sea it is however in direct contact with an artificial reef which acts as a protection and support to the Adriatic rail and the cycle track that connects with Grottammare Cupra Marittima. Species that characterize the site are as follows: Actinia Cari typical cnidarian biocenosis III.6 ASPIM Habitat 1170; inserted in the Italian Red List of corals (LC). Actinia equina, a typical cnidarian biocenosis III.6 ASPIM Habitat 1170; inserted in the Italian Red List of corals (LC). Paracentrotus lividus, cnidaro included in Annex II RCA / SPA, typical of biotic III.6 ASPIM Habitat 1170. snakelocks anemone, cnidarian indicator of biotic III.6 ASPIM Habitat 1170; inserted in the Italian Red List of corals (LC). Cereus pedunculatus typical cnidarian biocenosis III.6 ASPIM Habitat 1170; inserted in the Italian Red List of corals (LC). Aplysina aerophoba, encrusting sponge included in Annex II RCA / SPA; typical organism of the biocenosis III.6 ASPIM Habitat 1170. Adriatic Cliona, Driller sponge hard substrates, is endemic in the Adriatic Sea; typical organism of the biocenosis III.6 ASPIM Habitat 1170. Clathrina leathery, encrusting sponge typical biocenosis III.6 ASPIM Habitat 1170. Ircinia variabilis, encrusting sponge typical biocenosis III.6 ASPIM Habitat 1170. Sabellaria alcocki, polychaete of sabellariidae family, colonial who lives within parallel tubes consist of sand cemented by mucus produced by the polychaete same. These structures are considered oases of biodiversity as they harbor a rich variety of invertebrates in the Mediterranean but are becoming increasingly rare. Body Characteristic / indicator of biotic III.6 ASPIM Habitat 1170. Capitella happened, polychaete typical biocenosis of soft funds III.2.2 ASPIM Habitat 1110. Nephtys hombergi, polychaete typical biocenosis III.2.2 soft bottoms of ASPIM ' Habitat 1110. Corbula gibba, bivalve mollusk characteristic of Biocoenosis IV.2.2 ASPIM Habitat 1110. Chamelea hen, bivalve mollusk characteristic / indicator of Biocoenosis III.2.2 ASPIM Habitat 1110. Mytilus galloprovincialis, filtrator mollusk that carries out function and bioremediation of ecosystem engineers since it constitutes mussel bed increasing the complexity of the three-dimensional substrate; the collection is prohibited in nature but is the subject of substantial levy; typical of biotic III.6 Habitat 1170. Spisula subtruncata, shellfish soft bottoms typical of biocenosis III.2.2 ASPIM Habitat 1110. Nassarius pygmaeus, gastropod mollusk characteristic / indicator Biocenosi III.2.2 ASPIM Habitat 1110. Bela nebula, mollusk soft funds typical of the biocenosis III.2.2 ASPIM Habitat 1110. Anadara inaequivalvis, bivalve mollusk with a tendency towards replacement of Chamelea hen in biocoenosis III.2.2 ASPIM Habitat 1110. Nassarius mutabilis, gastropod characteristic / indicator of Biocenosi III.2.2 ASPIM Habitat 1110; species of commercial value and therefore very prone to piscatoria pressure. Solen marginatus, Mollusk soft bottom, typical of Biocenosi III.2.2 ASPIM Habitat in 1110 with local populations on the decline in recent decades because of piscatoria pressure. Crassostea gigas, alien mollusk from Asia tends to replace the native Ostrea edulis. Octopus vulgaris, molluscum characteristic of biocenosis III.6 ASPIM Habitat 1170. Sepia officinalis, mollusk characteristic of the biocenosis III.6 ASPIM Habitat 1170 and 1110. III.2.2 ASPIM Habitat Hypselodoris tricolor marine gastropod mollusk that occurs in the biocenosis III.6 ASPIM 1170. habitat venous Rapana, alien mollusk that occurs habitats 1170 and 1110; relatively high number has impact on populations of mussels and clams, which it feeds. Ostrea edulis, mollusk filtrator the collection of which is prohibited in nature but is the subject of levy; typical of the biocenosis III.6 Habitat 1170. Aristeus antennatus, crustacean which is found in Biocoenosis III.2.2 ASPIM Habitat 1110, a high commercial value and therefore subject to strong piscatoria pressure. Aristeomorpha foliacea, crustacean which is found in Biocoenosis III.2.2 ASPIM Habitat 1110, a high commercial value and therefore subject to strong piscatoria pressure. Penaeus kerathurus, crustacean which is found in Biocoenosis III.2.2 ASPIM Habitat 1110, a high commercial value and therefore subject to strong piscatoria pressure. Homarus gammarus, crustacean added to the IUCN Red List of species threatened with extinction in the wild (LC). Rings mantis, typical crustacean of Biocoenosis III.2.2 ASPIM Habitat 1110, a high commercial value and therefore subject to strong piscatoria pressure. Tellina clear, clam characteristic / indicator Biocenosi III.2.2 ASPIM Habitat 1110 subject in the past piscatoria strong pressure. Pholas dactylus, bivalve mollusk of biotic III.6 typical ASPIM Habitat 1170; included in Appendix II Conv.ne Bern and in the IUCN Red List (VU). Echinocardium mediterraneum, echinoderm characteristic / indicator of Biocoenosis III.2.2 ASPIM Habitat 1110. Schizobrachiella sanguinea, typical of bryozoan biocoenosis III.6 ASPIM Habitat 1170. Didemnum sp. Typical tunicate of biotic III.6 ASPIM Habitat 1170. Trachinotus ovatus and Sparus aurata, native species that are found in both habitats 1110 and 1170). Dicentrarchus labrax, a native species that is found in the habitats 1170 and 1110; It occupies the same ecological niche of bluefish and Sphyraena viridensis. Bluefish and Sphyraena viridensis, alien species that occupy the same ecological niche of Dicentrarchus labrax; their increase is related to climate change. Sciaena umbra, typical species of the biocenosis III.6 ASPIM Habitat 1170, ASPIM inserted in annex II Conv.ne Bern. Diplodus sargus sargus, a native species that is found habitats 1170 1110.Lichia amia, a native species that is found habitats 1170 and 1110.


Denominazione

Costa del Piceno - San Nicola a mare

Codice

IT5340022

Regione

Marche

Ente responsabile

Regione Marche

Capitaneria di porto

Provincia di Ascoli Piceno

Superficie (Ha)

23.00

Lunghezza

0.00

Latitudine

43.004000

Longitudine

13.870000

MISURE DI CONSERVAZIONE GENERALI

DGR n. 1471 del 27/10/2008 (modificata con DGR n. 1036 del 22 giugno 2009)

Non si rinvengono misure di conservazione generali riservate all’attività di pesca.

MISURE DI CONSERVAZIONE SITO SPECIFICHE

Non si rinviene alcun atto di approvazione delle misure di conservazione sito specifiche relativamente al presente sito.

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