Litorale di Porto d'Ascoli

DESCRIZIONE

Tratto di litorale situato in località Sentina e compreso fra la foce del Fiume Tronto a sud e il centro abitato di Porto d'Ascoli; si tratta dell'unico ambiente retrodunale umido rimasto nelle Marche: è costituito da un insieme di piccoli stagni salmastri e da praterie salse retrodunali, con associazioni vegetali altamente specializzate all'ambiente costiero e perciò del tutto peculiari. I fondali antistanti alla Riserva Naturale Regionale Sentina sono occupati quasi totalmente dall’habitat 1110 (sandbanks). Qui sono stati osservati numerosi esemplari del gasteropode Neverita josephinia e del paguro Diogenes pugilator. Da dati scientifici (non aggiornati) relativi al comparto costiero del Piceno, emerge che da un punto di vista ponderale le biomasse totali di C. gallina, specie caratteristica della biocenosi SFBC e al contempo commercialmente molto rilevante, hanno subito in generale una sensibile diminuzione ed alterazione nel tempo, contrariamente a quanto osservato per Anadara inaequivalvis, potenziale organismo alloctono (indopacifico) di sostituzione. Questo è probabilmente imputabile all'elevata pressione della pesca professionale. Sotto costa nella porzione a nord della riserva sono state identificate delle strutture artificiali riccamente popolate. Le biocenosi rilevate su questi substrati sono rappresentate da un numero di organismi notevolmente inferiore rispetto all'habitat a scogliera a causa della scarsa profondità del fondale, ad elevato idrodinamismo e probabilmente anche agli apporti di acqua dolce. Ritroviamo ad esempio Mytilus galloprovincialis, Stramonita haemastoma, Sabellaria alcocki, Anemonia viridis, Cereus pedunculatus, idroidi (Obelia dichotoma), spugne (Cliona adriatica), briozoi (Schizobrachiella sanguinea). Queste strutture forniscono rifugio anche a diverse specie ittiche, come ad esempio la spigola (Dicentrarchus labrax), scorfani e blennidi. Nei pressi di quest'area sono state registrate anche reti da pesca e lenze/reti abbandonate. La zona comprende ambienti di particolare interesse per tutto il litorale marchigiano, diventati ormai rarissimi in tutto il bacino del Mare Adriatico, a causa della crescente antropizzazione; è l'unica testimonianza di ambiente palustre salmastro rimasta nelle Marche. Sito di particolare valore: è un unicum. Si rinvengono lembi di vegetazione palustre e subpalustre: Suaedo-Salicornietum patulae, Crypsidetum aculeatae, Salsoletum sodae, Scirpetum compacto-littoralis. La flora è anch'essa estremamente rara e localizzata. Nel quadro 3.3. si segnala la presenza delle seguenti specie:- Larus canus e Larus ridibundus, perché comprese nell'allegato II alla Direttiva "Uccelli"; - Crypsis aculeata in quanto unico sito in Regione ove è stata rinvenuta; - Saccharum ravennae, Plantago cornuti, Juncus acutus, Juncus maritimus, Cladium mariscus, poichè reintrodotte nel sito. Trigonidium cicindeloides: indicato nella Checklist della fauna italiana; si tratta della prima segnalazione per le Marche. Altre specie che caratterizzano il sito sono: Aplysina aerophoba: Spugna incrostante inserita nell'allegato II RCA/SPA; organismo tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170, specie ASPIM; Cliona adriatica: spugna perforatrice di substrati duri, risulta endemica per l'Adriatico; organismo tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170. Sabellaria alcocki: polichete della famiglia Sabellariidae, coloniale che vive all'interno di tubi paralleli costituiti da sabbia cementata da muco prodotto dal polichete stesso. Tali strutture sono considerate oasi di biodiversità poiché ospitano una ricchissima varietà di invertebrati ma in Mediterraneo risultano sempre più rare. Organismo caratteristico/indicatore della biocenosi III.6 ASPIM dell'Habitat 1170. Capitella capitata: Polichete di fondi molli tipico della biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Nephtys hombergi: Polichete di fondi molli tipico della biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Corbula gibba: Mollusco bivalve caratteristico della Biocenosi IV.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Chamelea gallina: Mollusco bivalve caratteristico/indicatore della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Mytilus galloprovincialis: Mollusco filtratore che svolge funzione di biorimediazione e di ecosystem engineers poiché costituisce mussel bed aumentando la complessità tridimensionale del substrato; la raccolta in natura è vietata ma risulta oggetto di prelievo consistente; tipico della biocenosi III.6 dell’Habitat 1170. Spisula subtruncata: Mollusco di fondi molli tipico della biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Nassarius pygmaeus: Mollusco gasteropode caratteristico/indicatore della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Bela nebula: Mollusco di fondi molli tipico della biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Anadara inaequivalvis: Mollusco bivalve con tendenza di sostituzione nei confronti di Chamelea gallina nella Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110; specie di elevato valore commerciale e quindi molto soggetta a pressione piscatoria. Nassarius mutabilis: Mollusco gasteropode caratteristico/indicatore della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110; specie di valore commerciale e quindi molto soggetta a pressione piscatoria. Solen marginatus: Mollusco di fondo molle, tipico della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110 con popolazioni locali in forte declino negli ultimi decenni a causa della pressione piscatoria. Tellina nitida: Mollusco bivalve caratteristico/indicatore della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110 soggetto nel passato a forte pressione piscatoria. Aristeus antennatus: Crostaceo che si rinviene nella Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110 e di elevato valore commerciale e quindi soggetto a forte pressione piscatoria. Aristeomorpha foliacea: Crostaceo che si rinviene nella Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110; è di elevato valore commerciale e quindi soggetto a forte pressione piscatoria. Penaeus kerathurus: Crostaceo che si rinviene nella Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110 e di elevato valore commerciale e quindi soggetto a forte pressione piscatoria. Squilla mantis: Crostaceo tipico della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110 e di elevato valore commerciale e quindi soggetto a forte pressione piscatoria. Paracentrotus lividus: Cnidaro inserito nell'Allegato II RCA/SPA, tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell’Habitat 1170. Echinocardium mediterraneum: Echinoderma caratteristico/indicatore della Biocenosi III.2.2 ASPIM dell’Habitat 1110. Schizobrachiella sanguinea : Briozoo tipico della biocenosi III.6 ASPIM dell’Habitat 1170.Altre specie che caratterizzano il sito sono: Actina equina, Homarus gammarus,Anemonia viridis e Cereus pedunculatus, tutte specie indicata nel Libro Rosso nazionale.



DESCRIPTION

Stretch of coastline located in the village of Bilge and between the mouth of the river Tronto to the south and the town of Porto d'Ascoli; this is the only environment was wet behind the dunes in the Marche region: it consists of a set of small brackish lagoons and sauces grassland behind the dunes, with highly specialized plant associations to the coastal and therefore quite peculiar. The seabed in front of the Regional Nature Reserve Bilge are occupied almost entirely habitat 1110 (sandbanks). Here we were seen numerous examples of gastropod neverita josephinia and the hermit crab Diogenes pugilator. From scientific data (not updated) related to coastal sector of Piceno, which emerges from a weight point of view of the total biomass of C. hen, species characteristic of SFBC biocenosis and at the same time commercially very relevant, in general have suffered a significant decrease and alteration over time, contrary to what is observed for Anadara inaequivalvis, body potential allochthonous (Indopacific) replacement. This is probably due to the high pressure of the professional fishing. Under the coast in the north portion of the reserve have been identified richly populated artificial structures. The biocenosis detected on these substrates are represented by a number of organisms significantly lower compared to the habitat in the cliff due to the shallowness of the seabed, with a high hydrodynamic and probably also to the fresh water intake. We find, for example, Mytilus galloprovincialis, Stramonita haemastoma, Sabellaria alcocki, Anemonia viridis, Cereus pedunculatus, hydroids (Obelia dichotoma), sponges (Cliona Adriatic), bryozoans (Schizobrachiella sanguinea). These structures also provide shelter to several fish species, such as the sea bass (Dicentrarchus labrax), scorpion fish and blennies. Near this area were recorded even fishing nets and fishing lines / abandoned nets. The area includes areas of particular interest for the entire Marche coast, now become very rare in the whole basin of the Adriatic Sea, because of the increasing human activity; It is the only witness brackish marshland remaining in the Marche. particularly valuable site is unique. They are found in marshy vegetation flaps and subpalustre: Suaedo-Salicornietum patulae, Crypsidetum aculeatae, Salsoletum sodae, Scirpetum compacto-littoralis. The flora is also extremely rare and localized. In the framework 3.3. it indicates the presence of the following species: - Larus canus and Larus ridibundus, because covered by Annex II to the Directive "Birds"; - Crypsis gooseberry as the only site in the region where it was found; - Saccharum ravennae, Plantago horned, Juncus acutus, Juncus maritimus, cladium mariscus, as they returned to the site. Trigonidium cicindeloides: indicated in the Checklist of the Italian fauna; it is the first report for brands. Other species that characterize the site are: Aplysina aerophoba: encrusting sponge included in Annex II RCA / SPA; Typical body of biotic III.6 ASPIM Habitat 1170, ASPIM species; Adriatic Cliona: driller sponge hard substrates, is endemic in the Adriatic Sea; typical organism of the biocenosis III.6 ASPIM Habitat 1170. Sabellaria alcocki: polychaete of sabellariidae family, colonial who lives within parallel tubes consist of sand cemented by mucus produced by the polychaete same. These structures are considered oases of biodiversity as they harbor a rich variety of invertebrates in the Mediterranean but are becoming increasingly rare. Body Characteristic / indicator of biotic III.6 ASPIM Habitat 1170. Capitella happened: polychaete typical biocenosis of soft funds III.2.2 ASPIM Habitat 1110. Nephtys hombergi: polychaete typical soft bottoms of biocenosis III.2.2 ASPIM of ' Habitat 1110. Corbula gibba: bivalve characteristic of Biocoenosis IV.2.2 ASPIM Habitat 1110. Chamelea hen: bivalve characteristic / indicator of Biocoenosis III.2.2 ASPIM Habitat 1110. Mytilus galloprovincialis: Mollusk filtrator which performs bioremediation function and of ecosystem engineers since it constitutes mussel bed increasing the complexity of the three-dimensional substrate; the collection is prohibited in nature but is the subject of substantial levy; typical of biotic III.6 Habitat 1170. Spisula subtruncata: Clam typical biocenosis soft bottoms III.2.2 ASPIM Habitat 1110. Nassarius pygmaeus: gastropod mollusk characteristic / indicator Biocenosi III.2.2 ASPIM Habitat 1110. Bela nebula: Clam biotic communities typical of the soft funds III.2.2 ASPIM Habitat 1110. Anadara inaequivalvis: bivalve tending replacement against Chamelea hen in Biocenosi III.2.2 ASPIM Habitat 1110; species of high commercial value and therefore very prone to piscatoria pressure. Nassarius mutabilis: gastropod mollusk characteristic / indicator Biocenosi III.2.2 ASPIM Habitat 1110; species of commercial value and therefore very prone to piscatoria pressure. Solen marginatus: Clam soft bottom, typical of Biocenosi III.2.2 ASPIM Habitat in 1110 with local populations on the decline in recent decades because of piscatoria pressure. Tellina clear: Bivalve characteristic / indicator Biocenosi III.2.2 ASPIM Habitat 1110 subject in the past piscatoria strong pressure. Aristeus antennatus: Crustacean which is found in Biocoenosis III.2.2 ASPIM Habitat 1110 and a high commercial value and therefore subject to strong piscatoria pressure. Aristeomorpha foliacea: Crustacean which is found in Biocenosi III.2.2 ASPIM Habitat 1110; It is of high commercial value and therefore subject to strong piscatoria pressure. Penaeus kerathurus: Crustacean which is found in Biocoenosis III.2.2 ASPIM Habitat 1110 and a high commercial value and therefore subject to strong piscatoria pressure. Rings mantis: typical Crustacean of Biocoenosis III.2.2 ASPIM Habitat 1110 and a high commercial value and therefore subject to strong piscatoria pressure. Paracentrotus lividus: Cnidaro placed in Annex II RCA / SPA, typical of the biocenosis III.6 ASPIM Habitat 1170. echinocardium mediterraneum: Echinoderma characteristic / indicator of Biocoenosis III.2.2 ASPIM Habitat 1110. Schizobrachiella sanguinea: bryozoan typical of biocenosis III.6 ASPIM Habitat 1170.Altre species that characterize the site are: equine Actin, Homarus gammarus, Anemonia viridis and Cereus pedunculatus, all species listed in the national Red Book.


Denominazione

Litorale di Porto d'Ascoli

Codice

IT5340001

Regione

Marche

Ente responsabile

Regione Marche

Capitaneria di porto

Comune di San Benedetto del Tronto

Superficie (Ha)

213.00

Lunghezza

0.00

Latitudine

42.901000

Longitudine

13.912000

MISURE DI CONSERVAZIONE GENERALI

DGR n. 1471 del 27/10/2008 (modificata con DGR n. 1036 del 22 giugno 2009)

Non si rinvengono misure di conservazione generali riservate all’attività di pesca.

MISURE DI CONSERVAZIONE SITO SPECIFICHE

DGR n. 411 del 7 aprile 2014

Allegato 1 (All. 14 Piano di gestione della Riserva Sentina)
Non si rinvengono misure di conservazione sito specifiche riservate all’attività di pesca.

La Zona Speciale di Conservazione “Litorale di porto d’Ascoli” si estende per 109 ha all’interno della Riserva Naturale Regionale Sentina nel territorio comunale di San Benedetto del Tronto, istituita con delibera del Consiglio Regionale (Regione Marche), con la delibera n. 156 del 14/12/2004.

Comune di San Benedetto del Tronto
Delibera del Consiglio Comunale n. 31 del 16 maggio 2014
Piano di Gestione della Riserva Naturale Regionale della Sentina e Regolamento. Approvazione definitiva.

Regolamento
(...)
Art. 2. Divieti di carattere generale
1. Nella Riserva sono vietate le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati, con particolare riguardo alla flora e alla fauna protette e ai loro rispettivi habitat, di cui all’All. 14 del Piano. In particolare nel territorio della Riserva sono vietati:
a) alterare con qualsiasi mezzo, diretto o indiretto, le caratteristiche chimiche e biologiche delle acque;
c) l’accumulo, lo smaltimento, lo scarico e l’abbandono di qualsiasi tipo di materiali e rifiuti solidi e liquidi e, in genere, l’immissione di qualsiasi sostanza che possa modificare le caratteristiche dell’ambiente terrestre e acquatico;
(...)
j) cacciare, catturare, raccogliere e danneggiare esemplari di specie animali e vegetali selvatiche ed ogni attività che possa costituire pericolo o turbamento per esse, ivi comprese l’immissione di specie estranee, ad eccezione di eventuali reintroduzioni che si rendessero necessarie od opportune per il ripristino di equilibri perduti; è consentito il prelievo di specie animali e la raccolta di specie vegetali esclusivamente per scopi scientifici e per attività di educazione ambientale previa autorizzazione del soggetto gestore che, qualora avvenga nell’area floristica istituita ai sensi della l.r. 30/12/1974, n. 52 (provvedimenti per la tutela degli ambienti naturali - laghetti di Porto d’Ascoli), dovrà acquisire acquisisce l’assenso della Regione;
(...)
k) introdurre armi, esplosivi e qualsiasi mezzo distruttivo o atto alla cattura;

CAPO III
TUTELA DELLA FAUNA

Art 36. Tutela della fauna
1. La Riserva tutela tutta la fauna selvatica in relazione alla tutela degli habitat naturali o di valore paesaggistico e al mantenimento dell’equilibrio ecologico, secondo quanto previsto dalle Misure di Conservazione di cui all’All. 14.
2. In tutto il territorio della Riserva, è vietato disturbare, molestare, danneggiare, catturare e/o uccidere gli animali delle specie selvatiche, naturali o reintrodotte, e i loro nidi, tane, dormitori, aree di rifugio ecc..

Art 37. Fauna particolarmente protetta
1. Le specie di fauna sono elencate, nell’allegato B al presente Regolamento (nonché nelle Misure di Conservazione dei Siti Natura 2000). Per ciascuna di esse è indicato il grado di protezione, secondo la normativa nazionale ed internazionale. L’allegato B potrà essere aggiornato, in seguito ad appositi studi scientifici che ne giustificano l’eventuale integrazione, mediante delibera dell’Ente gestore. Tali aggiornamenti dovranno essere resi pubblici e saranno comunicati agli appositi uffici regionali.

Art 40. Specie non autoctone
1. Nel territorio della Riserva è vietata l’introduzione di specie ed ecotipi non autoctoni a protezione di Habitat e specie di cui All.14 del Piano. In particolare è assolutamente vietata l’immissione di nutrie, gambusie, pesci siluro, tartarughe esotiche (genere Trachemys).
2. In deroga al divieto di cui al precedente comma, l’Ente gestore può autorizzare l’introduzione di specie ed ecotipi non autoctoni solo per interventi di restauro ecologico o per motivi scientifici.

Art 65. Esercizio della pesca
1. A protezione delle specie di cui all’All.14, l’esercizio della pesca è vietato in tutti i corsi d’acqua e gli specchi d’acqua dolce e salmastra.
2. L’esercizio della pesca dalla battigia verso il mare è consentito previa autorizzazione dell’Ente gestore, fatte salve altre disposizioni previste da altri Enti competenti.

ALLEGATO B – FAUNA PARTICOLARMENTE PROTETTA
(...)
PESCI
Anguilla - Anguilla anguilla
Cavedano - Leuciscus cephalus
Cefalo - Liza ramada
Gambusia - Gambusia sp.
RETTILI
Tartaruga marina comune - Caretta caretta

Sanzioni. Vedi art. 79 del Regolamento.

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