Ortazzo, Ortazzino, Foce del Torrente Bevano

DESCRIZIONE

E’ uno dei siti con maggiore diversità ambientale in ambito litoraneo della regione. In esso ricadono la foce del Torrente Bevano, ultimo estuario meandriforme dell'alto Adriatico libero di evolvere naturalmente, cinque chilometri di dune costiere attive con alle spalle la pineta litoranea a Pinus pinaster e il sistema di zone umide perifluviali salmastre dell'Ortazzino e dell'Ortazzo. Il sito comprende anche la fascia marina costiera per circa 300 metri di larghezza. La foce del Bevano vera e propria occupa un’area di circa 40 ettari, e testimonia, con i suoi equilibri tra acque e sabbie, mutevoli in base agli andamenti stagionali di maree e portate fluviali, come doveva essere l'intera fascia costiera regionale prima dei massicci interventi antropici. L’area ad Ovest della foce è detta Ortazzino e comprende i meandri fossili del Bevano, con parte delle dune costiere, i retrostanti prati umidi salmastri con falda affiorante e prati aridi con arbusteti termofili, dominati da Ginepro comune e Olivello spinoso. In questo complesso di zone umide e dune aride sono presenti quasi tutti i tipi di vegetazione alofila nordadriatica, dai salicornieti annuali e perenni, agli spartinieti e giuncheti marittimi, al puccinellieto. Alle spalle delle dune si trovano le pinete demaniali, sezioni Ramazzotti e Savio, create alla fine del XIX secolo sul cordone litoraneo di più recente deposizione, con lo scopo di proteggere le colture retrostanti dai venti marini. Le pinete artificiali sono state sovrapposte all’originaria vegetazione arbustiva tipica delle dune consolidate che, in parte, rimane nelle fasce marginali e nel sottobosco. L'Ortazzo era un’antica valle di acqua dolce, arginata ed ottenuta dalla riconversione di precedenti risaie; attualmente è soggetto agli influssi salmastri della falda, come testimoniato dalla presenza di giuncheti marittimi e puccinellieti e si caratterizza come un ampio stagno subcostiero. Le superfici con acque più basse si prosciugano durante l'estate, originando distese fangose in cui si insediano le comunità alofile annuali tipiche di questi ambienti. La palude è attraversata da una penisola con pineta a Pinus pinea. A sud dell’Ortazzo sono presenti praterie umide con acque dolci, ripristinate alla fine degli anni ’90 su seminativi ritirati dalla produzione attraverso l’applicazione di misure agroambientali per la fauna e la flora selvatiche. Il sito rientra quasi totalmente nel Parco Regionale del Delta del Po e comprende l'Oasi di protezione "Ortazzo e Ortazzino" (796 ha su 807 ha), una Riserva Naturale dello Stato (per complessivi 172 ha), e una zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar (430 ha su 439 ha).


DESCRIPTION

And 'one of the sites with greater environmental diversity in the coastal area of ​​the region. In it fall Bevano the mouth of the creek, last meandering estuary of the northern Adriatic free to evolve naturally, five kilometers of coastal dunes with active behind the coastal pine Pinus pinaster, and the system of wetlands perifluvial brackish Ortazzino and ' Ortazzo. The site also includes the coastal marine strip for about 300 meters wide. The mouth of the Bevano real occupies an area of ​​about 40 hectares, and testifies, with its balance between water and sand, changing according to seasonal patterns of tides and river flows, as it should be before the entire regional coastline of massive human interventions. The area to the west of the mouth is called Ortazzino and includes the fossil meanders Bevano, with parts of the coastal dunes, behind wet meadows with brackish groundwater outcrops and dry meadows with thermophilic shrubs, dominated by common Juniper and Sea buckthorn. In this complex of wetlands and dunes arid areas contain almost all types of halophyte nordadriatica vegetation, annual and perennial glasswort, to spartinieti and sea rushes in puccinellieto. Behind the dunes lie the state-owned pine woods, sections Ramazzotti and Savio, created in the late nineteenth century on the coastal belt of the more recent deposition, in order to protect crops from the sea winds behind. The artificial pine forests have been superimposed to the original typical shrub vegetation of consolidated dunes which, in part, remains in the marginal bands and in the undergrowth. The Ortazzo was an ancient fresh water valley, curbed and obtained from the previous paddy fields conversion; It is currently subject to the influences of brackish groundwater, as witnessed by the presence of maritime rushes and puccinellieti and is characterized as a broad subcostiero pond. Surfaces with shallower water dry up during the summer, creating mudflats where settle the annual halophyte communities typical of these environments. The swamp is crossed by a peninsula with pine forest Pinus pinea. South Ortazzo are wet meadows with fresh water, restored in the late 90s on set-aside land through the application of environmental measures for the wild fauna and flora. The site almost completely covered by the Regional Park of the Po Delta and includes the protection oasis "Ortazzo and Ortazzino" (796 of 807 ha), a State Natural Reserve (totaling 172 ha), and a wet area of ​​importance international under the Ramsar Convention (430 has about 439 ha).


Denominazione

Ortazzo, Ortazzino, Foce del Torrente Bevano

Codice

IT4070009

Regione

Emilia Romagna

Ente responsabile

Regione Emilia Romagna

Superficie (Ha)

1255.00

Lunghezza

0.00

Latitudine

44.345000

Longitudine

12.321111

MISURE DI CONSERVAZIONE GENERALI

DGR n. 1147 del 16 luglio 2018 - Allegato 1

Attività di pesca e gestione della fauna ittica
- E’ vietato immettere esemplari di specie ittiche e di invertebrati alloctoni nelle zone umide, nei corsi d’acqua e in mare, fatta eccezione della specie Tapes philippinarum.
- E’ vietato effettuare la traslocazione della fauna ittica appartenente a specie alloctone.
- E’ vietato esercitare l’attività di pesca con la tecnica “no kill” per le specie alloctone e la reimmissione degli individui alloctoni catturati con qualsiasi metodo di pesca, ad eccezione degli impianti di pesca a pagamento, ferma restando la tutela del benessere animale.
- E’ obbligatorio utilizzare solo specie autoctone nello svolgimento dell’attività di ripopolamento ittico, previa valutazione di incidenza (Vinca).
- E’ vietato catturare o uccidere intenzionalmente esemplari appartenenti alle specie di interesse conservazionistico di cui all’Allegato B, salvo autorizzazione dell'Ente gestore; in caso di cattura accidentale gli esemplari devono essere immediatamente rilasciati.
- E’ obbligatorio impiegare ami senza ardiglione o con ardiglione schiacciato.
-E’ vietato abbandonare lenze o altro materiale utilizzato nell’esercizio della pesca.
- E’ obbligatorio attenersi, per quanto concerne la pesca della specie anguilla (Anguilla anguilla), alle misure previste dal Regolamento n. 1100/07 (CE) e ai Piani Nazionali e Regionali di Gestione per l’anguilla.
- E’ vietato istituire le Aree di pesca regolamentata previste dalla L.R. n. 11/12, salvo autorizzazione dell'Ente gestore.
- E’ vietato istituire nuovi campi gara temporanei o permanenti.
- E’ vietato esercitare l’attività di pesca in mare in difformità con quanto previsto dall’art. 4 del Regolamento (CE) n. 1967/06 e s.m.i.

MISURE DI CONSERVAZIONE SITO SPECIFICHE

Non si rinvengono misure sito-specifiche riservate all'attività di pesca.

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Multimedia

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