Pineta di Cervia

DESCRIZIONE

La Pineta di Cervia è il lembo relitto più meridionale, ridotto e in parte degradato, della grande e storica pineta a pino domestico (Pinus pinea) che un tempo si estendeva ininterrottamente a Nord e a Sud della città di Ravenna. Introdotta su vasta scala dall’epoca tardo romana a quella napoleonica su antichi cordoni dunali, la pineta costiera ha subìto negli ultimi due secoli drastiche riduzioni e manomissioni. La Pineta di Cervia è oggi stretta tra il centro turistico di Milano Marittima sul lato a mare e coltivi o spazi ricreativi sul lato a monte fino al Canale immissario delle vicine Saline di Cervia, a Sud del quale la pineta è chiusa tra l’abitato e la ferrovia. Il sito comprende anche un prolungamento verso il mare nell’area dell’ex colonia Varese e, al di là dalla ferrovia, il Parco delle Terme gestito a verde urbano. Il sito risulta in massima parte incluso nella stazione Pineta di Classe e Salina di Cervia del Parco Regionale Delta del Po ed è per metà sottoposto a vincolo idrogeologico. Le ridotte dimensioni e la contiguità con aree fortemente urbanizzate, in una delle zone più turistiche della regione, determinano una elevatissima pressione antropica sul sito. Sotto la copertura, a tratti continua ma sempre lieve dei pini (oltre al Pino domestico c’è qualche Pino marittimo, specie un tempo impiegata con funzione protettiva antivento della pineta stessa), si trovano radure con resti allineati e discontinui di antiche dune consolidate, con macchie di sclerofille mediterranee (Leccio in particolare) e brometi aridi di retroduna, oppure arbusteti dei Prunetalia con Ginepro, boscaglie termofile e gruppi arborei localmente mesofili di Farnia, Roverella e Frassino ossifillo con bordure prative dei Molinietalia nelle bassure a falda superficiale. Sedici habitat di interesse comunitario, tra i quali cinque prioritari, coprono quasi il 90% della superficie del sito, con particolare rilievo per i tipi dunali (6) tra i quali quello dominante e prioritario di pineta mediterranea su duna.


DESCRIPTION

The Pinewood of Cervia is the southernmost wreck flap, small and partially degraded, in grand, historic pine forest in stone pine (Pinus pinea), which once stretched uninterrupted to the north and south of the city of Ravenna. Introduced large-scale late Roman times to the Napoleon of ancient dune ridges, the coastal pine forest has undergone in the last two centuries drastic reductions and tampering. The Pinewood of Cervia is tight now between the tourist center of Milano Marittima on the side in the sea and grow or recreational areas on the upstream side to the Channel tributary of the nearby Cervia Saline, south of where the pine forest is closed between the town and the railroad. The site also includes an extension towards the sea where the old Varese and, beyond the railway, the urban greenery managed Terme Park. The site is mostly included in the Classe Pinewood Station and saltern of the Po Delta Regional Park and is half subjected to hydrogeological restrictions. The small size and contiguity with highly urbanized areas, in one of the most tourist areas of the region, resulting in a high anthropogenic pressure on the site. Under the cover, sometimes continuous but always slightly of pine trees (in addition to the domestic Pino there is some maritime pine, especially once used with wind protective function of the pine forest itself), there are glades lined with the remains of ancient and discontinuous consolidated dunes, with Mediterranean sclerophyllous stains (Holm in particular) and arid behind the dunes Bromus, or shrubs of Prunetalia with Juniper, woods thermophilic and mesophilic locally arboreal groups of English Oak, Oak and Ash with leafed prative Molinietalia borders of depressions in the surface stratum. Sixteen habitats of Community interest, including the five priority, covering nearly 90% of the site area, with particular emphasis on the types of dunes (6) including the dominant one and priority of Mediterranean pine forest on the dune.


Denominazione

Pineta di Cervia

Codice

IT4070008

Regione

Emilia Romagna

Ente responsabile

Regione Emilia-Romagna

Superficie (Ha)

194.00

Lunghezza

0.00

Latitudine

44.275800

Longitudine

12.336900

MISURE DI CONSERVAZIONE GENERALI

DGR n. 1147 del 16 luglio 2018 - Allegato 1

Attività di pesca e gestione della fauna ittica
- E’ vietato immettere esemplari di specie ittiche e di invertebrati alloctoni nelle zone umide, nei corsi d’acqua e in mare, fatta eccezione della specie Tapes philippinarum.
- E’ vietato effettuare la traslocazione della fauna ittica appartenente a specie alloctone.
- E’ vietato esercitare l’attività di pesca con la tecnica “no kill” per le specie alloctone e la reimmissione degli individui alloctoni catturati con qualsiasi metodo di pesca, ad eccezione degli impianti di pesca a pagamento, ferma restando la tutela del benessere animale.
- E’ obbligatorio utilizzare solo specie autoctone nello svolgimento dell’attività di ripopolamento ittico, previa valutazione di incidenza (Vinca).
- E’ vietato catturare o uccidere intenzionalmente esemplari appartenenti alle specie di interesse conservazionistico di cui all’Allegato B, salvo autorizzazione dell'Ente gestore; in caso di cattura accidentale gli esemplari devono essere immediatamente rilasciati.
- E’ obbligatorio impiegare ami senza ardiglione o con ardiglione schiacciato.
-E’ vietato abbandonare lenze o altro materiale utilizzato nell’esercizio della pesca.
- E’ obbligatorio attenersi, per quanto concerne la pesca della specie anguilla (Anguilla anguilla), alle misure previste dal Regolamento n. 1100/07 (CE) e ai Piani Nazionali e Regionali di Gestione per l’anguilla.
- E’ vietato istituire le Aree di pesca regolamentata previste dalla L.R. n. 11/12, salvo autorizzazione dell'Ente gestore.
- E’ vietato istituire nuovi campi gara temporanei o permanenti.
- E’ vietato esercitare l’attività di pesca in mare in difformità con quanto previsto dall’art. 4 del Regolamento (CE) n. 1967/06 e s.m.i.

MISURE DI CONSERVAZIONE SITO SPECIFICHE

Non si rinvengono misure sito-specifiche riservate all'attività di pesca.

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