Carso Triestino e Goriziano

DESCRIZIONE

Si tratta di un'area tipicamente carsica, con rilievi di tipo collinare (la cima più alta è il M. Cocusso con 670 m s.l.m.) con presenza di numerose doline e fenomeni carsici epigei ed ipogei. Nella zona orientale è localizzata una valle fortemente incisa dal torrente Rosandra, unico corso d'acqua epigeo del Carso italiano, attraversata da una faglia che porta a contatto calcari e flysch. Qui vi sono anche vaste aree rupestri e ghiaioni termofili, sui quali si rinviene l'associazione endemica ad impronta illirico-balcanica a Festuca carniolica e Drypis spinosa ssp. jacquiniana. Nel tratto costiero tra Sistiana e Duino vi sono falesie calcaree con relativa inaccessibilità al mare e brevi tratti di macereti calcarei ricchi in elementi mediterranei. Nella zona di contatto tra il Carso e la pianura alluvionale dell'Isonzo si trova il corso terminale del fiume Timavo, che rappresenta un fenomeno idrogeologico di rilevanza internazionale. Esso infatti nasce in territorio sloveno e dopo alcuni chilometri si inabissa per riaffiorare in territorio italiano nei pressi di S. Giovanni al Timavo e per sfociare in mare dopo alcune centinaia di metri. Nel sito è incluso un lembo (Lisert) caratterizzato da sistemi alofili acquatici e palustri. Nella porzione più occidentale del sito vi sono inoltre due grandi depressioni carsiche parzialmente riempite dai laghi di Doberdò e Pietrarossa e separate da una dorsale calcarea. Essi costituiscono l'unico esempio di sistema di specchi lacustri carsici, alimentati da sorgenti sotterranee e suscettibili di notevoli variazioni del livello dell'acqua. Questi fanno parte di un più ampio sistema idrologico cui appartengono anche la contigua area di Sablici, ove si trovano begli esempi di boschi paludosi, e le zone di risorgenza delle "Mucille". Il sito è attraversato da una rete stradale e ferroviaria ed è vicino a numerosi nuclei abitati. È anche intensa la frequentazione per attività ludiche e sportive. Data la complessità dell'area sono presenti numerosi habitat anche molto eterogenei, fra cui molteplici habitat prioritari. Da ricordare le rupi ed i ghiaioni calcarei della Val Rosandra particolarmente ricchi in endemismi, l'unico esempio di scogliere alte delle coste adriatiche settentrionali, habitat ideale per la stenoendemica Centaurea kartschiana che qui concentra la maggior parte della sua popolazione, la lecceta extrazonale della costiera triestina, la vegetazione acquatica e ripariale (fiume Timavo e laghi carsici) e le praterie alofile a salicornie annuali (Lisert) che qui raggiungono il limite più settentrionale del loro areale di distribuzione nel bacino mediterraneo. Tra le specie più significative e di pregio, molte delle quali endemiche e/o di Lista Rossa nazionale, sono da annoverare: Genista januensis (unica stazione dell'Italia nord-orientale), Daphne alpina, Genista holopetala, Moehringia tommasinii, Drypis spinosa ssp. jacquiniana, Melampyrum fimbriatum, una delle poche stazioni di Digitalis laevigata (anche sul M. Hermada) e di Lactuca quercina ssp. chaixii (anche sul M. Lanaro) nella zona della Val Rosandra; nella zona del M. Lanaro da segnalare Satureja subspicata ssp. liburnica (limite occidentale di distribuzione), Carex fritschii (unica stazione regionale), Orchis pallens e Paeonia mascula; nella zona del M. Hermada si rinvengono Sesleria juncifolia, Euphorbia fragifera e Onosma dalmatica (= O. javorkae), tutte specie che hanno qui il limite occidentale della loro distribuzione, ed una delle poche stazioni di Vicia loiseleurii. Sulle falesie di Duino vi è un'alta concentrazione di specie stenomediterranee ed endemiche oltre che le ultime stazioni nord-adriatiche di Urospermum picroides e Reichardia picroides. Nell'area dei laghi di Doberdò e Pietrarossa sono presenti stazioni di specie rare sia termofile sia igrofile quali Lens ervoides, Asterolinon linum-stellatum (uniche stazioni regionali), Crepis vesicaria, Rhagadiolus edulis, Bellevalia romana, Thelypteris palustris, Alisma lanceolatum, Leersia oryzoides, Scilla autumnalis, Viola elatior, Ranunculus velutinus, Ranunculus illyricus, Ranunculus lingua, Veronica catenata, Ophioglossum vulgatum, Linum strictum ssp. corymbulosum, Zannichellia palustris e Utricularia australis. Nelle acque dei laghi sono concentrate ben cinque specie di Potamogeton (P. cripsus, P. lucens, P. nodosus, P. pectinatus e P. pusillus). Questo sito raggruppa uno straordinario mosaico di zone umide e xerotermiche del Carso goriziano e triestino, e deve essere considerato uno dei più importanti d'Italia anche dal punto di vista faunistico. In queste aree si incontrano numerose entità balcaniche, illirico-mediterranee (Carso triestino) ed italiche (Carso goriziano), in una comunità faunistica assolutamente unica nell'ambito europeo (Hyla arborea, Rana ridibunda, Algyroides nigropunctatus, Podarcis melisellensis, Telescopus fallax, Elaphe quatuorlineata, ecc.). Diffuso e localmente piuttosto comune Proteus anguinus, vertebrato stigobio di importanza prioritaria (dal 2003), che nella zona trova il suo limite occidentale di diffusione naturale. Fra le specie più importanti merita ricordare Austropotamobius pallipes, Triturus carnifex, Rana latastei, Emys orbicularis, Ursus arctos, Canis aureus ed un corteggio di uccelli davvero notevole (Accipiter gentilis, Bubo bubo, Strix uralensis, Otus scops, Picus canus, Dryocopus martius, Monticola solitarius, ecc.). Nella zona sono frequenti anche Zamenis longissimus, Podarcis sicula, Podarcis muralis, Felis s. silvestris, Muscardinus avellanarius ed Erinaceus roumanicus, il quale in diverse zone del Carso italiano può coabitare con Erinaceus europaeus. Nei macereti è frequente Chionomys nivalis, che in queste zone si spinge quasi fino al livello del mare. Tra gli insetti merita segnalare la presenza di Leptodirus hochenwarti, ormai limitato ad una sola cavità di quest'area (Grotta Noè) nell'ambito dell'intero territorio italiano, oltre che di Eriogaster catax, Euphydryas aurinia e Coenonympha oedippus. Nell'area sono presenti inoltre Lucanus cervus e Morimus funereus, mentre esistono alcune vecchie segnalazioni di Osmoderma eremita. Nel sito è stata accertata la presenza di Vertigo angustior e Helix pomatia. La costiera rocciosa triestina, compresi i tratti inseriti nel sito, risulta essere habitat elettivo di Lithophaga lithophaga. Tra gli insetti Zeuneriana marmorata, endemita nord-adriatico considerato estinto in passato, è stata di recente segnalata per larea del Lisert. La presenza di Caretta caretta è stata più volte accertata. Nelle acque antistanti la baia di Sistiana e il Castello di Duino transitano regolarmente diverse specie di cetacei (Tursiops truncatus, Stenella coeruleoalba), ma vi sono stati più raramente segnalati anche Delphinus delphis, Megaptera novaeangliae e Physeter catodon.



DESCRIPTION

This is an area typically karst, with hilly type reliefs (the highest peak is the M. Cocusso with s.l.m. 670 m) with the presence of numerous sinkholes and karst phenomena epigean and hypogea. In the eastern zone is located downstream from a heavily engraved Rosandra stream, unique course of epigeo water Italian Karst, traversed by a fault line that leads to limestones and flysch contact. Here there are also vast areas of rock and scree thermophilic, on which is found the association with endemic Illyrian-Balkan footprint Festuca carniolica and Drypis spinosa ssp. jacquiniana. In the coastal stretch between Sistiana and Duino there are limestone cliffs with relative inaccessibility to the beach and short stretches of scree limestone rich in Mediterranean elements. In the contact area between the Carso and floodplain Soca is the terminal during the Timavo River, which is a geological phenomenon of international relevance. In fact, it was born in the Slovenian territory and after a few kilometers sinks to resurface in Italian territory in the vicinity of St. John the Timavo and flowing into the sea after a few hundred meters. The site includes a flap (Lisert) halophilous systems characterized by water and marsh. In the western portion of the site there are also two large karst depressions partially filled by Doberdò lakes and Pietrarossa and separated by a limestone ridge. They constitute the only example of lacustrine mirrors karst system, fed by underground sources and subject to considerable variations in the water level. These are part of a broader hydrological system which also includes the contiguous Sablici area, where there are fine examples of swamp forests, and Wellhead areas of "Mucille". The site is crossed by a road and rail network and is close to numerous villages. It is also intense attendance for games and sports. Given the complexity of the area there are numerous habitats also very heterogeneous, including multiple priority habitats. To remember the limestone cliffs and scree slopes of Val Rosandra particularly rich in endemic species, the only example of high cliffs of the northern Adriatic coast, ideal habitat for stenoendemica Centaurea kartschiana here focuses most of its population, the ilex extrazonale the coastal Trieste, aquatic vegetation and riparian (river Timavo and karst lakes) and halophilic grasslands annual glassworts (Lisert) which here reach the northernmost limit of their distribution area in the Mediterranean basin. Among the most significant species and valuable, many of them endemic and / or national Red List, will be: Genista januensis (only the north-eastern Italian resort), Daphne alpina, Genista holopetala, Moehringia tommasinii, Drypis spinosa ssp . jacquiniana, Melampyrum fimbriatum, one of the few stations Digitalis laevigata (also on M. Hermada) and Lactuca quercina ssp. chaixii (also on M. Lanaro) in the area of ​​Val Rosandra; M. Lanaro in the area to report Satureja subspicata ssp. liburnica (western limit of distribution), Carex fritschii (only regional station), Orchis pallens and Paeonia mascula; M. Hermada in the area are found Sesleria juncifolia, Euphorbia fragifera and Onosma dalmatica (= O. javorkae), all species which have here the western limit of their distribution, and one of the few stations Vicia loiseleurii. On the cliffs of Duino there is a high concentration of endemic species and stenomediterranee well as the latest North Adriatic stations urospermum picroides and Reichardia picroides. In the area of ​​Doberdò and Pietrarossa lakes are rare species of thermophilic stations and both which hygrophilous Lens ervoides, Asterolinon linum-stellatum (unique regional stations), Crepis vesicaria, Rhagadiolus edulis, Roman Bellevalia, Thelypteris palustris, Alisma lanceolatum, Leersia oryzoides Scilla autumnalis, Viola elatior, Ranunculus velutinus, Ranunculus Illyricus, Ranunculus language, Veronica catenata, Ophioglossum vulgatum, Linum strictum ssp. corymbulosum, Zannichellia palustris and Utricularia australis. In the waters of the lakes are concentrated five species of Potamogeton (P. cripsus, P. lucens, P. nodosus, P. pectinatus and P. pusillus). This site brings together an extraordinary mosaic of wetlands and xerothermic of Gorizia and Trieste Karst, and must be considered one of the most important in Italy also by the terms of wildlife. In these areas you find many Balkan entities, Illyrian-Mediterranean (Karst) and Italic (Karst Gorizia), in a faunal communities unique within Europe (Hyla arborea, Rana ridibunda, blue-throated keeled lizard, Podarcis melisellensis, Telescopus fallax, Elaphe quatuorlineata, etc.). Widespread and locally fairly common Proteus anguinus, vertebrate stigobio a priority (since 2003), that the area is its western limit of natural spread. Among the most important species is worth remembering Austropotamobius pallipes, Triturus carnifex, latastei Rana, Emys orbicularis, Ursus arctos, Canis aureus, and a cortege of remarkable birds (Accipiter gentilis, Eurasian Eagle Owl, Ural Owl, Otus scops, Gray-headed woodpecker, Dryocopus martius, monticola solitarius, etc.). In the area they are also frequent aesculapian snake, Podarcis sicula, Podarcis muralis, Felis s. silvestris, hazel dormouse and Erinaceus roumanicus, in which different areas of the Italian Karst can cohabit with Erinaceus europaeus. In the scree is common Chionomys nivalis, which in these areas goes almost to the sea level. Among insects deserves indicate the presence of Leptodirus hochenwarti, now limited to one area of ​​the cavity (Grotta Noah) throughout the Italian territory, as well as Eriogaster catax, Euphydryas aurinia and Coenonympha oedippus. In the area there are also Lucanus cervus and Morimus funereus, while there are reports of some old hermit Osmoderma. The site was found to contain Vertigo angustior and Helix pomatia. The rocky coastal Trieste, including sections on the site, appears to be the habitat of choice Lithophaga lithophaga. Among insects Zeuneriana marble, northern Adriatic endemic species considered extinct in the past, it was reported recently by The area of ​​Lisert. The presence of Caretta caretta has been repeatedly ascertained. In the waters off the Bay of Sistiana and Duino Castle regularly pass several species of cetaceans (Tursiops truncatus, Stenella coeruleoalba), but there were even more rarely reported Delphinus delphis, and humpback whale Physeter catodon.


Denominazione

Carso Triestino e Goriziano

Codice

IT3340006

Regione

Friuli Venezia Giulia

Capitaneria di porto

n.d.

Superficie (Ha)

9648.00

Lunghezza

0.00

Latitudine

45.747200

Longitudine

13.782500

MISURE DI CONSERVAZIONE GENERALI

DGR 134 del 30.01.2020
Misure di conservazione dei siti Continentali del Friuli Venezia Giulia. Aggiornamento 2019. Approvazione. (pubblicata sul I° S.O. n.10 del 12.02.2020 al BUR n.7 del 12.02.2020) (Le misure sostituiscono le: "MCS di 32 dei SIC della regione biogeografica continentale del Friuli Venezia Giulia", approvate con DGR n.1964 del 21 ottobre 2016, pubblicate sul I supplemento ordinario n.49 al BUR n.45 del 9 novembre 2016 e le MCS precedentemente adottate con DGR 546 del 28.03.13, in vigore dal 10.04.2013).
Allegato 1

4-Pesca in acque dolci
-Divieto di effettuare immissioni ittiche ad accezione degli interventi di ripopolamento con soggetti appartenenti a specie autoctone provenienti da allevamento o da cattura nel medesimo corso d’acqua e salvo diversa indicazione del Piano di gestione.
-Divieto di svolgimento di gare di pesca, salvo diversa indicazione del Piano di gestione, ad eccezione di quelle svolte negli impianti autorizzati ai sensi dell’art. 17 della L.R. 17/2006.
-Divieto di individuazione di nuovi tratti idonei alle gare di pesca.
-Divieto di realizzare nuovi impianti di pesca sportiva collegati al reticolo idrografico esterno.

5-Pesca in acque lagunari/mare
-Divieto di pesca del novellame di cui all’art. 02 comma 2 lettera bis) della LR 31/2005 e al relativo regolamento di attuazione n.191/2012 nei Siti che comprendono anche demanio marittimo dello Stato ad esclusione della pesca per finalità di ripopolamento; nella ZSC e ZPS IT3320037 Laguna di Marano e Grado si applica quanto disposto dall’art. 37 della L.R. 17/2006 e s.m.i.
-La pesca di molluschi bivalvi è consentita purché sia condotta fuori dagli specchi d’acqua in concessione e con il solo metodo manuale, ovvero strumenti a mano.
-Divieto di esercitare la pesca con reti da traino (incluse quelle denominate tratte), draghe, ciancioli, sciabiche da natante, sciabiche da spiaggia e reti analoghe sulle praterie sottomarine, in particolare sulla praterie di Posidonia (Posidonia Oceanica) o di altre fanerogame marine, di cui all’art. 4 del Regolamento C.E. n. 1967/2006 del Consiglio, del 21 dicembre 2006, relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo e recante modifica del Regolamento CEE n. 2847/93 e che abroga il regolamento CE n. 1626/94; l’utilizzo di altri strumenti per la pesca professionale e per la raccolta professionale di molluschi è soggetto alla valutazione di incidenza.

6-Acquacoltura
-Le aree destinate alla molluschicoltura e le relative aree di concessione non devono interessare aree con presenza di praterie di fanerogame.
-Divieto di realizzare nuovi impianti di acquacoltura di acqua dolce, fatti salvi quelli destinati a programmi di salvaguardia della fauna ittica autoctona.

7-Fruizione
-Il limite di velocità per i mezzi nautici di ogni specie non può superare i 12 Kmh lungo la Litoranea Veneta, i corsi d’acqua e i canali navigabili; tale limite di velocità non si applica ai mezzi in servizio di vigilanza, emergenza e soccorso, nonché alle imbarcazioni della pubblica amministrazione svolgenti funzioni istituzionali.

13- Indirizzi gestionali e di tutela delle specie e degli Habitat
-Divieto di reintroduzione, introduzione e ripopolamento in natura di specie e popolazioni non autoctone.
-Divieto di cattura, immissione, allevamento e detenzione di crostacei decapodi alloctoni dei generi Procambarus, Orconectes, Pacifastacus e Cheraz, salvo azioni autorizzate di eradicazione delle specie medesime.

In relazione alle Specie Gasteropodi
1014 Vertigo angus tior Vertigo sinistrorso minore)
-Divieto di qualsiasi forma di cattura o uccisione deliberata di esemplari di tali specie nell’ambiente naturale, salvo provvedimenti di deroga previsti dalle vigenti disposizioni comunitarie, nazionali e regionali.
Habitat in cui la specie è potenzialmente presente in FVG Paludi basse calcaree (7210*, 7230), Praterie umide (6410, 6420, 6430).

In relazione alle Specie Crostacei:
1092 Austropotamobius pallipes (Gambero di fiume)
-Divieto di qualsiasi forma di cattura cattura o uccisione deliberata di esemplari di tali specie nell’ambiente naturale, salvo provvedimenti di deroga previsti dalle vigenti disposizioni comunitarie, nazionali e regionali.
Habitat in cui la specie è potenzialmente presente in FVG Acque stagnanti (3130, 3140, 3150), Acque correnti (3220, 3260, 3270), Paludi basse calcaree (7230), Torrenti, ruscelli e rogge di risorgiva con corrente da moderata a forte e fondale prevalentemente ghiaioso o sabbioso.

In relazione alle specie Cipriniformi:
1137 Barbus plebejus (Barbo)
-Divieto di pesca nel periodo riproduttivo, dal 15 maggio al 15 giugno
Habitat in cui la specie è potenzialmente presente in FVG Barbus plebejus Acque stagnanti (3150), Acque correnti (3260), Torrenti alpini e prealpini con morfologia a salti e buche e con fondo ghiaioso e ciottoloso.

In relazione alle specie Caudati:
1167 Triturus carnifex (Tritone crestato)
-Divieto di introdurre pesci ed altri predatori acquatici nei siti riproduttivi individuati dal soggetto gestore del Sito.
Habitat in cui la specie è potenzialmente presente in FVG Triturus carnifex: Acque stagnanti (3130, 3140, 3150), Acque correnti (3220, 3240, 3260, 3270), Raccolte d’acqua anche temporanee.

In relazione alle specie Anuri:
1193 Bombina va riegata (Ululone dal ventre giallo)
1199* Pelobates fuscus insubricus (Pelobate Fosco)
1215 Rana latastei (Rana di Lataste)
-Divieto di introdurre pesci ed altri predatori acquatici nei siti riproduttivi individuati dal soggetto gestore del Sito
Habitat in cui la specie è potenzialmente presente in FVG Bombina variegata: Acque stagnanti (3130, 3140, 3150), Acque correnti (3220, 3240, 32 60, 3270), Praterie umide (6430), Paludi basse calcaree (7230), Raccolte d’acqua anche temporanee.
Pelobates fuscus insubricus: Foreste (91L0)
Rana latastei: Acque correnti 3220, 3240, 3260, 3270), Foreste (91E0*, 91F0, 92A0), Raccolte d’acqua anche temporanee.

MISURE DI CONSERVAZIONE SITO SPECIFICHE

DGR 134 del 30.01.2020
Misure di conservazione dei siti Continentali del Friuli Venezia Giulia. Aggiornamento 2019. Approvazione. (pubblicata sul I° S.O. n.10 del 12.02.2020 al BUR n.7 del 12.02.2020) (Le misure sostituiscono le: "MCS di 32 dei SIC della regione biogeografica continentale del Friuli Venezia Giulia", approvate con DGR n.1964 del 21 ottobre 2016, pubblicate sul I supplemento ordinario n.49 al BUR n.45 del 9 novembre 2016 e le MCS precedentemente adottate con DGR 546 del 28.03.13, in vigore dal 10.04.2013).

Allegato 5 – Schede sito specifiche
Misure di conservazione sito specifiche “Carso Triestino e Goriziano”

Misure di conservazione per Habitat
Non si rinvengono misure di conservazione sito specifiche riservate all’attività di pesca.

Misure di conservazione per specie animali
In relazione alle Specie Gasteropodi
1014 Vertigo angus tior Vertigo sinistrorso minore)
-Divieto di qualsiasi forma di cattura o uccisione deliberata di esemplari di tali specie nell’ambiente naturale, salvo provvedimenti di deroga previsti dalle vigenti disposizioni comunitarie, nazionali e regionali.
Habitat in cui la specie è potenzialmente presente nella ZSC: Praterie umide.

In relazione alle Specie Crostacei:
1092 Austropotamobius pallipes (Gambero di fiume)
-Divieto di qualsiasi forma di cattura cattura o uccisione deliberata di esemplari di tali specie nell’ambiente naturale, salvo provvedimenti di deroga previsti dalle vigenti disposizioni comunitarie, nazionali e regionali.
Habitat in cui la specie è potenzialmente presente nella ZSC: Acque stagnanti (3140, 3150), Acque correnti (3260), Torrenti, ruscelli e rogge di risorgiva con corrente da moderata a forte e fondale prevalentemente ghiaioso o sabbioso.

In relazione alle specie Caudati:
1167 Triturus carnifex (Tritone crestato)
-Divieto di introdurre pesci ed altri predatori acquatici nei siti riproduttivi individuati dal soggetto gestore del Sito.
Habitat in cui la specie è potenzialmente presente nella ZSC:
Triturus carnifex: Acque stagnanti (3140, 3150), Acque correnti (3260), Raccolte d’acqua anche temporanee.

In relazione alle specie Anuri:
1193 Bombina va riegata (Ululone dal ventre giallo)
1215 Rana latastei (Rana di Lataste)
-Divieto di introdurre pesci ed altri predatori acquatici nei siti riproduttivi individuati dal soggetto gestore del Sito
Habitat in cui la specie è potenzialmente presente nella ZSC:
Bombina variegata: Acque stagnanti (3140, 3150), Acque correnti (3260), Raccolte d’acqua anche temporanee.
Rana latastei: Acque correnti (3260), Foreste (91E0*, 91F0, 92A0), Raccolte d’acqua anche temporanee.

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