Trezze San Pietro e Bardelli

DESCRIZIONE

Gli affioramenti rocciosi noti localmente come trezze sono caratterizzati da substrati di varia origine (sedimentaria clastica, sedimentaria di deposito, organogena) e con estensioni da pochi a diverse centinaia di metri. La natura geologica degli affioramenti rivela che non tutti sono assimilabili a biocostruzioni, ma esistono anche lastrure che derivano dalla cementazione di sabbie o rocce ad opera di gas metano. Da indagini recenti sono stati individuati circa 250 affioramenti solo nel golfo di Trieste tra p.ta Sdobba e p.ta Tagliamento; la fascia di maggiore diffusione di questi affioramenti è sui fondali antistanti le lagune di Grado e Marano ad una distanza dalla linea di costa compresa tra 2 e 17 km, e una profondità variabile tra 8.3 e 21.5 m. Da bibliografia emerge che le aree interessate ad affioramenti rocciosi si estendono dal golfo di Trieste fino al litorale di Ancona, lungo tutta la costa nord-occidentale e occidentale dell'Alto Adriatico. Le concrezioni calcaree sono attribuibili ad alghe Corallinacee e secondariamente Briozoi, Molluschi (Arca noae, Chama gryphoides), Antozoi (Cladocora caespitosa), Serpulidi (Serpula concharum, Serpula vermicularis, Pomatoceros triqueter, Rotula sp.plur.). La tipologia delle trezze San Pietro e Bardelli è del tipo Tabulare costituita da un insieme frazionato di tanti affioramenti dello stesso tipo, tuttavia sono presenti alcuni elementi principali di dimensioni maggiori. Le trezze costituiscono veri e propri hot-spot di biodiversità ricchi di microambienti e gradienti ecologici, rispetto al contesto monotono dei fondali del Nord Adriatico composti da fanghi intervallati da zone di sabbie medio-fini ricche di detrito organogeno. In riferimento all'Allegato I della Direttiva gli affioramenti rocciosi del nord Adriatico possono configurarsi come habitat di scogliera caratterizzati da concrezioni biogeniche e/o geogeniche. Le comunità biologiche della trezza Bardelli rientrano nella definizione di coralligeno proposta nel meeting RAC/SPA (2006, Tunisia), nell’Action Plan per la conservazione del coralligeno (UNEPMAP- RAC/SPA, 2008) e in Ballesteros (2006), dove si fa esplicito riferimento al contributo organogenico delle alghe calcaree. Tra i biocostruttori più importanti sono segnalate le alghe calcaree dei generi Lithophyllum, Lithothamnion, Mesophyllum, Neogoniolithon e Peyssonnelia, i madreporari Cladocora e Astroides, il briozoo Myriapora e i policheti serpulidi Serpula e Pomatoceros. Il contributo delle alghe calcaree è rilevante rispetto agli affioramenti veneti. L'elevata biodiversità degli affioramenti rocciosi varia anche in ragione della composizione dei substrati circostanti (fanghi terrigeni costieri, sabbie fini ben calibrate, sabbie grossolane). Sui fondali circostanti le trezze San Pietro e Bardelli sono stati rinvenuti elementi che caratterizzano il maërl, riportato nel Piano d'Azione per la Conservazione del Coralligeno e di altre bio-concrezioni del Mediterraneo (UNEP-MAP-RAC/SPA, 2008). La ricchezza dei popolamenti e la presenza di gradienti ecologici, basati sulla varietà di tipologie, orientamento ed elevazione dei substrati oltre che sulle caratteristiche idrologiche dell'area, rappresentano un elemento di pregio che assume notevole importanza tenuto conto della relativa uniformità dei fondi costieri nord occidentali dell'Alto Adriatico. Oltre alla presenza di specie fitozoobentoniche che si rinvengono solo in questi siti, queste biocostruzioni svolgono un ruolo fondamentale per la riproduzione e lo sviluppo degli stadi giovanili e rappresentano nuclei di attrazione e protezione per numerose specie ittiche demersali e pelagiche. Questi affioramenti sono sede di riproduzione della verdesca (Prionace glauca) e di altre specie squaliformi quali il gattuccio (Scyliorhinus stellaris), la cagnetta (Scyliorhinus canicula) ed il palombo (Mustelus mustelus). Il pregio ambientale e l'elevata biodiversità riscontrati pongono le biocostruzioni dell'Alto Adriatico all'attenzione del mondo scientifico oltre che di numerose categorie di stakeholders, in quanto si tratta di siti molto ambiti da subacquei e da pescatori. Le misure di protezione e conservazione proposte devono anche tenere conto delle forti pressioni antropiche che agiscono su questi ambienti, riconducibili ad alcune tipologie di pesca (in particolare turbosoffianti per la cattura di molluschi eduli bivalvi) e alla qualità della colonna idrica, che risente delle acque provenienti dai fiumi Tagliamento, Piave, Brenta, Po e dalle limitrofe lagune di Marane e Grado e di Venezia.



DESCRIPTION

The locally known as rocky outcrops trezze are characterized by substrates of various origins (clastic sedimentary, sedimentary deposit, organogenic) and with extensions from a few to several hundred meters. The geological nature of the outcrops reveals that not all are comparable to bioconstructions, but there are also lastrure that derive from the cementation of sands or by methane gas rocks. Recent surveys have identified about 250 outcrops only in the Gulf of Trieste between p.ta Sdobba and p.ta Tagliamento; the fascia of greater diffusion of these outcrops on the seafloor is the lagoons of Grado and Marano at a distance from the coast line between 2 and 17 km, and a depth varying between 8.3 and 21.5 m. From bibliography shows that the affected areas to rocky outcrops stretching from the Gulf of Trieste to the coast of Ancona, along the northwest coast and the west of the Upper Adriatic. The limestone concretions are attributable to Corallinae and secondarily bryozoans algae, clams (Arca noae, Chama gryphoides), Antozoi (Cladocora caespitosa), Serpulids (Serpula concharum, Serpula vermicularis, Pomatoceros triqueter, Patella sp.plur.). The typology of trezze San Pietro and Bardelli Tabular type is constituted by a fractional set of many outcrops of the same type, however, there are some major elements of larger dimensions. The trezze are real hot-spot of the rich biodiversity of micro-environments and ecological gradients, compared to the monotonous environment of the North Adriatic seabed composed of mud interspersed with areas of medium-fine sands rich in organogenic detritus. In reference to Annex I of the Directive the rocky outcrops of the northern Adriatic might constitute reef habitats with biogenic concretions and / or geogeniche. The biological communities of trezza Bardelli fall within the definition of coral proposal in the meeting RAC / SPA (2006, Tunisia), in the Action Plan for the conservation of coral reefs (UNEPMAP- RAC / SPA, 2008) and Ballesteros (2006), where It makes explicit reference to the contribution of organogenic calcareous algae. Among the most important bioconstructors calcareous algae of the genera are reported Lithophyllum, Lithothamnion, Mesophyllum, Neogoniolithon and Peyssonnelia, the Madreporaria Cladocora and Astroides, the bryozoan Myriapora and polychaete Serpula serpulids and Pomatoceros. The contribution of calcareous algae is relevant to the Venetian outcrops. The high biodiversity of rocky outcrops varies also because of the composition of the surrounding substrates (coastal terrigenous muds, well-calibrated fine sand, coarse sand). On the surrounding seabed trezze the St. Peter and Bardelli were found elements that characterize the maerl, reported in the Action Plan for the Conservation and Coralligenous of other bio-concretions in the Mediterranean (UNEP-MAP-RAC / SPA, 2008). The richness of the populations and the presence of ecological gradients, based on the variety of types, orientation and elevation of the substrates as well as on hydrological characteristics of the area, represent a valuable element that assumes considerable importance taking into account the relative uniformity of the north western coastal funds Upper Adriatic. Besides the presence of fitozoobentoniche species that are found only in these sites, these bioconstructions play a vital role in the reproduction and development of juveniles and represent nuclei of attraction and protection for many species of fish demersal and pelagic species. These outcrops are home to reproduction of the blue shark (Prionace glauca) and other species such as Squaliformes dogfish (Scyliorhinus stellaris), the dog (Scyliorhinus canicula) and dogfish (Mustelus mustelus). The environmental value and high biodiversity found bioconstructions lay the Upper Adriatic to the attention of the scientific world as well as several categories of stakeholders, as this is a highly coveted sites by divers and fishermen. The proposed protection and conservation measures must also take account of the strong anthropogenic pressures that act on these environments, due to certain types of fishing (in particular turbochargers for catching shellfish edible bivalve) and the quality of the water column, which is affected by the water from the rivers Tagliamento, Piave, Brenta, the Po and surrounding lagoons Marane and Grado and Venezia.


Denominazione

Trezze San Pietro e Bardelli

Codice

IT3330009

Regione

Friuli Venezia Giulia

Capitaneria di porto

n.d.

Superficie (Ha)

2380.00

Lunghezza

0.00

Latitudine

45.630000

Longitudine

13.410000

MISURE DI CONSERVAZIONE GENERALI

DGR 1701 del 4 ottobre 2019
Misure di conservazione dei siti Marini del Friuli Venezia Giulia. Approvazione.
(pubblicata sul 1° supplemento ordinario n. 29 del 23 ottobre 2019 al bollettino ufficiale n 43 dell'ottobre 2019).

Non si rinvengono misure generali riservate all’attività di pesca.
Si rinvia a quanto indicato nella scheda relativa alle misure di conservazione sito specifiche.

MISURE DI CONSERVAZIONE SITO SPECIFICHE

DGR 1701 del 4 ottobre 2019
Misure di conservazione dei siti Marini del Friuli Venezia Giulia. Approvazione.
(pubblicata sul 1° supplemento ordinario n. 29 del 23 ottobre 2019 al bollettino ufficiale n 43 dell'ottobre 2019).

Allegato 5 - Misure sito-specifiche del sito “IT3330009 - Trezze San Pietro e Bardelli”

Divieto di esercitare la pesca professionale con reti da traino
habitat target:
1110 - Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina
1170 – Scogliere
specie animali target:
1349 - Tursiops truncatus
1124 - Caretta caretta
-Divieto di esercitare la pesca professionale con reti da traino (incluse quelle denominate tratte), draghe, ciancioli, sciabiche da natante, sciabiche da spiaggia e reti analoghe sulle praterie di fanerogame marine e sull'habitat coralligeno e nelle aree indicate in cartografia.
Sanzioni. Art 12 della Legge Regionale n. 7/2008 (Regione FVG)

Divieto di pesca professionale per molluschi
habitat target 1110 - Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina
specie animali target:
1124 - Caretta caretta
1349 - Tursiops truncatus
-Divieto di pesca professionale per molluschi (Turbosoffianti per fasolari, vongole e cappelunghe) nelle aree indicate in cartografia.
Sanzioni. Art 12 della Legge Regionale n. 7/2008 (Regione FVG)

Protezione ecosistema
habitat target:
1110 - Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina
1170 - Scogliere
-Divieto di raccolta, asportazione, danneggiamento di formazioni rocciose, minerali. -Divieto di alterazione dell'ambiente geofisico. -Il prelievo di campioni è consentito solo per finalità scientifiche previa autorizzazione del soggetto gestore.
Sanzioni. Art 12 della Legge Regionale n. 7/2008 (Regione FVG)

Ancoraggio
habitat target:
1110 - Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina
1170 - Scogliere
-Divieto di ancoraggio sull'affioramento roccioso (evitando quindi di intaccare la parte rocciosa).
Sanzioni. Art 12 della Legge Regionale n. 7/2008 (Regione FVG)

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Multimedia

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