Area Marina Protetta "Secche delle Meloria"

DESCRIZIONE

L’Area marina protetta Secche della Meloria tutela una zona costituita da alcuni scogli che affiorano nel Mar Ligure, ad ovest di Livorno.
La superficie di mare interessata è di oltre 9mila ettari; l’estensione della parte emersa è di circa 40 chilometri quadrati, che si trovano all'interno di un'area a forma triangolare, nel tratto compreso tra la costa livornese e l'isola di Gorgona.
Le secche sono segnalate dal Faro meridionale della Meloria, che è stato costruito nei pressi della preesistente Torre della Meloria, oltre che dal Faro settentrionale della Meloria situato sullo scoglio all'estremità settentrionale dell'area delle secche.


DESCRIPTION

The Marine Protected Area Meloria Shoals protect a zone consisting of some rocks that outcrop in the Ligurian Sea, west of Livorno.
The affected sea area is over 9 thousand hectares; the extension of the emerged part is about 40 square kilometers, which are located within an area in a triangular shape, in the stretch between the Livorno coast and the island of Gorgona.
The shoals are marked by the Southern Meloria Lighthouse, which was built near the existing Tower of Meloria, as well as the Northern Lighthouse Meloria located on the cliff at the northern end of the area dry.


Denominazione

Area Marina Protetta "Secche delle Meloria"

Codice

27

Capitaneria di porto

Guardia costiera di Livorno

Flora e Fauna Ittica

Le Secche della Meloria, seppur di limitata estensione, ospitano un’elevata varietà di ambienti nonché alcune biocenosi fra le più caratteristiche e produttive del Mar Mediterraneo; a questo proposito particolare attenzione meritano la fanerogama marina Posidonia oceanica ed il coralligeno.
La posidonia, endemica del Mediterraneo, riveste un ruolo fondamentale nell’ecologia del sistema marino contribuendo fortemente al mantenimento dell’equilibrio e della ricchezza di questo ambiente. Essa consente l’instaurarsi di un ecosistema molto complesso dove innumerevoli specie animali trovano fonte di cibo, rifugio nonché luogo di riproduzione. Non ultimo, grazie alla sue caratteristiche strutturali costituisce un vero baluardo di difesa contro l’erosione costiera. Anche il coralligeno riveste una considerevole importanza come area bentonica ad elevata produttività che si riflette sulla pesca litorale; esso, per la sua localizzazione in prossimità delle coste e per il delicato equilibrio che si stabilisce fra i diversi contingenti ecologici del complesso biocenotico, è sottoposto al grave pericolo dell’inquinamento e quindi al rischio di un rapido deterioramento.
Entrando nello specifico, nella parte affiorante delle Secche, occupata dalla Torre e dal faro, vi è la zona della marea o piano mesolitorale, suddivisa per convenzione in due sottopiani, superiore ed inferiore, quest’ultimo bagnato in caso di alta marea e costituito da alghe calcaree incrostanti (abbondanti le alghe rosse). Fra i due sottopiani nel periodo autunno-invernale, si sviluppa una cintura bruno-arancio dovuta all’associazione di due specie di alghe rosse nota come Nemalio-Rissoelletum e caratteristica di questa zona.
La parte subacquea delle Secche rientra nel piano infralitorale il cui limite inferiore raggiunge i 40m: la zona superficiale presenta densi popolamenti di alghe brune arborescenti ed alghe sciafile. Sopra le superfici piane rocciose del corpo centrale delle Secche si sviluppano invece alghe fotofile, rosse, brune e verdi; presente l’associazione a Padina-Cladostephus verticillatus tipica del Mediterraneo.
Nel piano infralitorale mediterraneo la comunità vegetale che rappresenta il climax della vegetazione marina è la Posidonia oceanica, fanerogama rizotomatosa dalle foglie nastriformi con fiori e frutti a forma di ghianda. Esclusivamente mediterranea, forma estese praterie che rappresentano una biocenosi molto complessa ad alta variabilità biologica animale e vegetale.
Nelle aree sottostanti la posidonia, alghe verdi sciafile insieme con l’alga rossa Peyssonnelia squamaria formano l’associazione Udotheo- Peyssonnelietum; nei sedimenti finemente sabbiosi o melmosi si sviluppano colonie di Caulerpa prolifera e nel sedimento scioltoalghe termofile. Nei catini, aperti nella panchina tirreniana, le pareti sono ricoperte da popolamenti algali sciafili.
Il piano sopralitorale segna il passaggio fra mare e terra, ambiente colonizzato da organismi adattati a condizioni di vita severe. Alcuni animali raccolgono appropriate quantità di cibo tra una mareggiata e l’altra, oppure ricercano zone favorevoli che mantengano l’umidità: è questo il caso delle littorine e dei porcellini delle scogliere.
Nel piano mesolitorale, sottoposto all’azione del moto ondoso, le specie presenti hanno sviluppato strategie di sopravvivenza quali strutture di ancoraggio o rivestimenti calcarei resistenti (vedi patelle). Il sottopiano superiore è caratterizzato dalla presenza di crostacei cirripedi, indice dell’esposizione media annua dello scoglio alle maree, da patellastre e da granchi corridori. Le zone battute del sottopiano inferiore offrono asilo a crostacei come bernardo l’eremita (Dardanus sp.), molluschi (vacchetta di mare), policheti; tipico del benthos sendentario il pomodoro di mare. Nella zona superficiale del piano infralitorale, ricoperto di posidonia, si osserva una moltitudine di organismi: variopinte bavose, gamberetti trasparenti (Palaemon elegans), granchi dal corpo piatto (Porcellana platycheles). Il fondale è un brulicare di pesci (donzelle, tordi, saraghi, perchie) e polpi (Octopus vulgaris ed Octopus macropus). I catini sono rivestiti di molluschi vermetidi, madreporari, chitoni, ricci e gasteropodi e frequentati da numerose specie di pesci quali saraghi, corvine, mostelle, salpe, murene, gronghi e cernie assieme a sciami di castagnole; briozoi, spugne e gorgonie ripulite da nudibranchi popolano le zone più ombreggiate delle pareti.

Zonazione

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