Area Marina Protetta "Santa Maria di Castellabate"

DESCRIZIONE

L'Area marina protetta Santa Maria di Castellabate è stata istituita nel 2009.
Situata in Provincia di Salerno, ha una superficie a mare di oltre 7.000 ettari ai quali si sommano 2 ettari di costa compresi tra la punta di Ogliastro e la baia del Sauco (confine nord con il comune di Agropoli), nel comune di Castellabate.
Le prime azioni a tutela dell’area iniziarono nel 1972 quando, sotto il coordinamento di Pietro Dohrn e gli auspici della Stazione zoologica di Napoli da lui diretta, fu organizzato, a Santa Maria di Castellabate, un convegno internazionale di studio per l'istituzione del Parco marino.
Quasi 30 anni dopo, nel 2009, il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, con il Decreto Ministeriale 21 ottobre 2009 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 82 del 9 aprile 2010, istituì, all'interno del Parco mazionale del Cilento, l'Area marina protetta di Santa Maria di Castellabate.


DESCRIPTION

The marine protected area Castellabate was established in 2009.
Located in the Province of Salerno, it has a sea area of ​​over 7,000 hectares to which are added 2 hectares of coast between the tip of the Bay of Ogliastro and Sauco (northern border with the town of Agropoli), in the municipality of Castellabate.
The first actions to protect the area began in 1972 when, under the coordination of Peter Dohrn and the auspices of the Zoological Station in Naples directed by him, was organized, in Santa Maria di Castellabate, an international study conference for the establishment of the marine Park.
Nearly 30 years later, in 2009, the Environment Minister Alfonso Pecoraro Scanio, the Ministerial Decree of October 21, 2009 published in the Official Gazette no. 82 of April 9, 2010, established, mazionale in the Park of Cilento, the Marine Protected Area of ​​Santa Maria di Castellabate.


Denominazione

Area Marina Protetta "Santa Maria di Castellabate"

Codice

26

Capitaneria di porto

Capitaneria di Porto di Salerno

Flora e Fauna Ittica

I fondali dell’AMP ospitano specie animali rare o poco note per le acque italiane, rappresentando, pertanto, un patrimonio di biodiversità di inestimabile lavoro. Le specie presenti sono : la Alvania colossophilus, la Asperarca nodulosa, la Crisilla semistriata, la Diplodonta apicalis, la Marshallora adversa, la Megalomphalus azonus, la Parvioris ibizenca, e la Similiphora similior; tra i micro-molluschi, invece, sono presenti: la Demonax langerhansi, la Nereis usticensis, la Syllis gerlachi.
Ricordiamo, inoltre, la presenza di Siriella castellabatensis, una specie di crostaceo misidaceo scoperto proprio, a Castellabate, nel 1976.
Ampie e dense praterie di Posidonia oceanica, habitat prioritario ai sensi della “Direttiva Habitat”, ricoprono gran parte dei substrati dell’area, come quelli presenti davanti alle spiagge del Pozzillo, del Lago e di Ogliastro, nonché sul bassofondo che si estende per oltre tre miglia davanti a Punta Licosa ed all’isoletta omonima. Queste piante rivestono un ruolo importantissimo sia per la stabilizzazione del litorale (le fronde provocano lo smorzamento del moto ondoso riducendone l’azione erosiva sul litorale) sia per la produzione biologica (un gran numero di organismi, tra cui molti pesci, oltre a trovare rifugio tra le foglie, utilizza quest’ambiente per la riproduzione). I posidonieti sono per lo più impiantati su matte (intreccio di rizomi morti e radici, tra i quali resta intrappolato il sedimento), nella loro parte più superficiale. Le matte si presentano imponenti e profondamente incise da canali di oltre 2m di altezza, risultato delle forti correnti sul fondo. Tale incisione delle praterie rende il substrato molto vario ed idoneo al rifugio ed all’alimentazione di specie ittiche pregiate.
Discorso a parte meritano le bioconcrezioni formate dal vermetide Dendropoma petraeum sul bassifondo circostante l’isolotto di Licosa.
Si tratta di una delle poche specie del Mediterraneo che formano biocostruzioni superficiali, analogamente alla barriere coralline tropicali. Essendo la specie ad affinità calda, i reef di Licosa, sono i più settentrionale del Mediterraneo.

Zonazione

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