Area Marina Protetta "Plemmirio"

DESCRIZIONE

L'Area marina protetta del Plemmirio si estende per quasi 2.500 ettari a mare, lungo la costa orientale di Siracusa e della Penisola della Maddalena.
Istituita nel 2005, grazie alla sua varietà di ambienti e per la ricchezza di storia e cultura l’area del Plemmirio rappresenta un bene naturalistico inestimabile; è tra le prime riserve in Europa per qualità e quantità di “verde protetto


DESCRIPTION

The Marine Protected Area Plemmirio covers nearly 2,500 hectares of sea, along the east coast of Syracuse and the Maddalena Peninsula.
Established in 2005, thanks to its variety of environments and for the wealth of history and culture of the area Plemmirio is a priceless natural asset; It is one of the first reserves in Europe for quality and quantity of "protected Green


Denominazione

Area Marina Protetta "Plemmirio"

Codice

21

Società di gestione

Consorzio di gestione Plemmirio

Capitaneria di porto

Capitaneria di Porto di Siracusa

Flora e Fauna Ittica

La flora dell’area del Plemmirio è quella tipica delle aree rocciose a clima subtropicale arido del bacino del Mediterraneo; a prevalere, difatti, è la vegetazione alofilo-rupestre e la gariga a palma nana (specie protetta), che qui è rappresentata con il palmeto più esteso della provincia (quasi un chilometro quadrato). Solo nelle zone meno esposte a sud, e dunque più umide, è possibile imbattersi in residui lembi di macchia a lentisco e mirto.
Nella zona di Punta della Mola si riscontrano altre essenze interessanti, come il tabacco siciliano e molte specie di piante grasse alloctone, come l’agave; il fico d’India (alloctono) è ampiamente diffuso lungo tutta la costa.
In prossimità del mare esistono associazioni di specie quali il Crithmum maritimum, Limonium, Lotus cytisoides, propri di ambienti costieri rupestri, mentre verso l’interno esiste una maggiore frequenza di Anthemis, e Plantago; si riscontrano, inoltre, le presenze di Calicotome, Asparagus e quelle specie arbustive come il Sarcopoterium spinosum (spinaporci) e il Thymus capitatus (timo), che costituiscono, per estensione e singolarità dell’aspetto, la caratteristica più evidente del paesaggio.
Nelle vicinanze di Capo Murro di Porco, sopra la falesia, per via dell’accumulo di acque piovane si producono ristagni caratterizzati dalla presenza di vegetazione alo-igrofila.
Sul versante faunistico, la Penisola della Maddalena assume un ruolo fondamentale come punto di osservazione dei passeriformi migratori e degli uccelli marini. Altre specie animali presenti sono: la lucertola siciliana, il coniglio, il discoglosso dipinto (ormai rarissimo per l’abbandono delle “gebbie”), il biacco, la testuggine, l’istrice, la volpe e la donnola.
L’area marina è anch’essa di grande interesse naturalistico: da capo Castelluccio a Punta Tavernara, il fondale si mantiene basso ed uniforme per diverse centinaia di metri, poi scende improvvisamente a quote più elevate. Da Punta Tavernara a Capo Murro di Porco, invece, già sottocosta si incontrano fondali di oltre 30-40 metri.
Dove esiste il cambio improvviso di pendenza, ci sono molte grotte sommerse ricche di vita bentonica e nectonica con coralli, spugne, briozoi, cicale di mare, nudibranchi e moltissime specie di pesci. Nei fondali più bassi è possibile incontrare vaste praterie di posidonia con giganteschi esemplari di Pinna nobilis, la conchiglia più grande del Mediterraneo. Vicino la costa dominano i coralli coloniali come l’Astroides calycularis dal colore rosso intenso che ci ricordano come il nostro Ionio sia un mare con spiccate caratteristiche tropicali. Lungo la battigia è facile imbattersi in interessantissime biocostruzioni (trottoir) simili a barriere coralline in miniatura. Le ultime cernie sopravvissute all’intensa caccia hanno ormai abbandonato i bassi fondali e si sono rifugiate a profondità più elevate.
Capo Murro di Porco per le sue caratteristiche geografiche e per la particolarità dei suoi fondali è un luogo eccezionale per l’osservazione dei grandi pesci pelagici come tonni, ricciole, squali e dei mammiferi marini come delfini, balene e capodogli. A tal proposito ricordiamo che nel giugno del 2004 sono stati avvistati in quest’area sei esemplari di balenottera comune e megattere. La fascia bentonica, antistante la summenzionata area marina, presenta un’elevata biodiversità grazie a differenti fattori, come la natura geomorfologica dei fondali che hanno favorito l’insediamento di numerosi molluschi bivalvi, indispensabili nella catena alimentare sottomarina, oltre all’apporto nutrizionale biologico derivante dalla confluenza di alcuni fiumi e torrenti che riversano le loro ricche acque nell’area in questione. Tutto ciò ha permesso lo sviluppo di numerosissime specie di fauna mediterranea quali: sparidi, labridi, serranidi, blennidi, ecc. Abbondano, inoltre, gli invertebrati quali: cefalocordati, tunicati, echinodermi, cefalopodi, nudibranchi, briozoi, oltre a diverse specie di alghe e fanerogame marine, fra cui la posidonia oceanica.

Zonazione

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Multimedia

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