Area Marina Protetta "Isole Ciclopi"

DESCRIZIONE

L'Area marina protetta Isole Ciclopi è una AMP istituita con Decreto Ministeriale del 2004 che comprende il piccolo arcipelago delle Isole dei Ciclopi.
Estesa per circa 623 ettari, prende il nome dal piccolo arcipelago composto dall’ isola Lachea, dai Faraglioni e da altri grandi scogli disposti ad arco che si ergono dinnanzi all’antico borgo marinaro di Acitrezza.
L’Isola Lachea ha una superficie di circa 1,5 ettari ed una forma ellittica. Tra i faraglioni, i cosiddetti faragghiuni, quello più grande ha la forma di un cono rovesciato e raggiunge la quota di 40 metri. Seguono per dimensioni e distanza dalla costa il faragghiuni do menzu (di mezzo) e il faragghiuni d’aceddi (degli uccelli). I faragghiuneddi sono bassi scogli che arrivano a lambire la spiaggia di Acitrezza separati dai faraglioni da due grossi ammassi basaltici noti con i nomi di u zu Janu di fora e u zu Janu di terra.


DESCRIPTION

The marine protected area is a Cyclops Islands AMP established by Ministerial Decree of 2004 which includes the small archipelago of the Islands of the Cyclops.
Extended for about 623 hectares, it is named after the small archipelago composed by 'Lachea island, the Faraglioni and other large rocks willing to bow before that rise to the ancient fishing village of Acitrezza.
The Lachea Island has an area of ​​approximately 1.5 hectares and an elliptical shape. Among the stacks, so-called faragghiuni, the largest has the shape of an inverted cone and reaches the height of 40 meters. Followed by size and distance from the coast faragghiuni do menzu (middle) and the faragghiuni d'aceddi (birds). The faragghiuneddi are low rocks that come to lick the Acitrezza beach separated from the stacks of two huge basalt clusters known by the names of u zu Janu fora and u zu Janu land.


Denominazione

Area Marina Protetta "Isole Ciclopi"

Codice

14

Capitaneria di porto

Guardia costiera di Catania

Flora e Fauna Ittica

Il piano sopralitorale dell’area è un ambiente molto selettivo e presenta una componente vegetale scarsa, composta quasi esclusivamente da licheni ed alghe azzurre.
La porzione superiore del piano mesolitorale è costituita da fasce parallele colonizzate da associazioni vegetali o, più spesso, da mosaici di queste. La cintura più alta è formata da Bangia atropurpurea che, insieme ad altre specie caratteristiche, individua l’associazione Bangietum atropurpureae (Giaccone 1993). Al di sotto si trovano la cintura a Nemalio-Rissoelletum verruculosae (Boudouresque 1971) caratterizzato dalle specie Nemalion helminthoides e Rissoella verruculosa ed una fascia a Porphyra leucosticta.
Il piano mesolitorale inferiore è caratterizzato dalle bioformazioni dell’alga rossa Lithophyllum byssoides (Lithophylletum byssoidis Giaccone 1993) e da una fascia a Corallina elongata e Ceramium ciliatum (Ceramio-Corallinetum elongatae Pignatti 1962).
La fascia più superficiale del piano infralitorale, sino a circa mezzo metro di profondità, è caratterizzata dalla presenza della Cystoseira amentacea (Cystoseiretum strictae Molinier 1958), presente sui fondi duri in ambienti non riparati, e della Cystoseira compressa.
Da 1 a 6-7 metri di profondità la specie dominante è l’alga bruna Cystoseira brachycarpa che forma l’Associazione Cystoseiretum crinitae (Molinier 1958), in questa fascia sono presenti numerose altre specie algali, fra le quali molto comuni sono: l’alga rossa Amphiroa rigida, le alghe brune Cladostephus spongiosus f. verticillatum, Colpomenia sinuosa, Padina pavonica e Sargassum vulgare. I fondi mobili sono colonizzati dalla Posidonia oceanica e dalle specie Caulerpa prolifera e Caulerpa racemosa.
Già in questo piano risalgono in enclave alghe a marcata sciafilia che trovano alla base dei grandi talli o nelle pareti ombreggiate le condizioni ideali di illuminazione. Sono da menzionare il popolamento a Schottera nicaeensis (Scotteretum nicaeensis Berner 1931), quello a Flabellia petiolata e Peyssonnelia squamaria (Flabellio – Peyssonnellietum squamariae Molinier 1958) e quello a Lithophyllum stictaeforme e Halimeda tuna (Lithophyllo – Halimedetum tunae Giaccone 1965).
La fascia batimetrica compresa tra – 8 e – 15 metri è popolata da Alghe comuni ad ampia valenza ecologica (ad es. Padina pavonia, Dictyota dichotoma, Lophocladia lallemandii) e da qualche tallo di Cystoseira sauvageauana. Man mano che la profondità aumenta si incontrano specie che prediligono una ridotta illuminazione, come ad esempio l’alga bruna Dictyopteris polypodioides e l’alga verde Codium bursa. Al di sotto dei 15 metri compare qualche tallo di Cystoseira spinosa.
Tra le batimetriche dei 25 e 35 m di profondità la vegetazione è tipicamente sciafila e costituita prevalentemente da alghe di ridotte dimensioni. In particolare sono da menzionare Sebdenia monardiana, Fauchea repens, Mereditia microphylla e Peyssonnelia spp. E’ presente qualche raro tallo di Cystoseira dubia. In alcune zone, dove le correnti di fondo hanno notevole intensità, si trova un popolamento a Cystoseria zosteroides (Cystoseiretum zosteroidis Giaccone 1973).
Sul versante faunistico la ricchezza dei fondali dei Ciclopi è rivelata dalla presenza di tutti i gruppi di invertebrati viventi nelle acque marine, sia abitatori dei fondi (bentonici) che delle acque. Nei substrati solidi si possono trovare, sulle rocce battute dalle onde, dense associazioni di un piccolo gasteropode, la Littorina neritoides.
Fortemente aderenti alle rocce sono i Chthamalus stellatus e C. depressus crostacei peculiari per avere il corpo protetto da placche calcaree disposte a tronco di cono. E’ presente anche il Pachygrapsus marmoratus detto granchio corridore, nonché l’Actinia equina il cosiddetto pomodoro di mare per la vivace colorazione rosso porpora che lo contraddistingue. Sulle rocce si trova con i suoi lunghi tentacoli l’anemone di mare. Tra i numerosi molluschi è presente il murice spinoso (Bolinus brandaris), la trottola rugosa (Bolma rugosa). Negli anfratti delle rocce, si possono trovare i polpi (Octopus vulgaris), mentre tra i 5 e i 50 m di profondità si può trovare la cicala di mare (Scyllarides latus) grosso crostaceo decapode. Molto comuni sono anche i ricci tra i quali Psammechinus microtuberculatus, Paracentrotus lividus e lo Sphaerechinus granularis, specie che si incontra facilmente tra le praterie di posidonia, caratterizzata dagli aculei rosso scuro o viola con le estremità bianche. Sui fondi mobili vivono vari molluschi lamellibranchi: il tartufo di mare Venus verrucosa, la Pinna nobilis, il più grande bivalve del Mediterraneo. Gli astici (Homarus gammarus) sono i più grandi crostacei del Mediterraneo e occasionalmente si possono incontrare nei fondali dell’isola Lachea. Molti sono i pesci che vivono nelle acque dei Ciclopi, tra gli sparidi le occhiate (Oblada melanura), i saraghi, le orate (Sparus aureata), i dentici (Dentex dentex), le salpe, le ajole, le boghe. Tra i serranidi si possono incontrare le cernie (Epinephelus marginatus), le murene, dal lungo corpo serpentiforme. Caratteristici sono i signatidi Hippocampus hippocampus e H. guttulatus, i comune cavallucci marini e Sygnatus typhle o pesce ago.

Zonazione

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