Area Marina Protetta "Isola di Ustica"

DESCRIZIONE

L’Area marina protetta Isola di Ustica è stata istituita con Decreto Interministeriale del 12 novembre 1986.
Estesa per una superficie a Mare 15.951,00 ha, l’AMP si trova in Sicilia e tutela il territorio dell’omonima isola, a circa 67 km a nord-ovest di Palermo e a 95 km a nord-ovest di Alicudi; misura circa 3,5 km di lunghezza e 2,5 km di larghezza.
Il territorio è caratterizzato dalla presenza di numerose grotte che si aprono lungo le coste alte e scoscese, così come di numerosi scogli e secche presenti tutt'intorno all'isola; tra queste la Grotta dei gamberi e la Grotta della Falconiera.


DESCRIPTION

The Marine Protected Area of ​​Ustica Island was established by ministerial decree of 12 November 1986.
Expanded to a surface to 15,951.00 Mare, the AMP is in Sicily and protect the territory of the island, about 67 km north-west of Palermo and 95 km north-west of Alicudi; measuring about 3.5 km long and 2.5 km wide.
The territory is characterized by the presence of numerous caves that open along the high and steep coasts, as well as numerous rocks and shoals present around the island; these include the Cave of the shrimp and the Cave of Falconiera.


Denominazione

Area Marina Protetta "Isola di Ustica"

Codice

13

Società di gestione

Comune di Ustica

Capitaneria di porto

Guardia costiera di Palermo

Flora e Fauna Ittica

Si può sostenere che sui fondali dell’isola siano presenti tutte, o quanto meno la maggior parte, delle specie mediterranee dei concrezionamenti sciafili (coralligeno e precoralligeno) così come sono presenti le specie legate al manto algale ed ai substrati rocciosi.
Particolarmente ricchi in biodiversità sono i popolamenti dello Scoglio del Medico e del Banco Apollo. Il primo ospita le popolazioni più numerose della cernia bruna e i banchi più densi della Sphyraena viridensis. Il Banco Apollo è rivestito alla sua sommità (– 45 m) dalla foresta già menzionata di Laminaria rodriguezii di provenienza atlantica, a sua volta essa è il supporto di una ricchissima epibiosi incrostante che da sola contribuisce a massimizzare la biodiversità. I popolamenti delle fronde di laminaria comprendono serpulidi, briozoi frondosi e crostosi, alghe epifite incrostanti, colonie di celenterati, poriferi, ed una folla di organismi predatori strettamente infeudati all’epibiosi algale. Così come per lo Stretto di Messina, i fondali del Banco Apollo sono al contempo un’enclave oceanica nel Mediterraneo ed un hot spot, un “punto caldo”, dove si crea e si diffonde biodiversità. Negli ultimi anni, un gran numero di specie marine sia animali che vegetali stanno espandendo il loro areale di distribuzione verso nord e diverse di queste sono state segnalate nelle acque usticesi. Fra le tante, sono sicuramente degne di particolare nota i pesci con affinità per acque calde Thalassoma pavo (presente ad Ustica con altissime densità ed oggi segnalato anche in Mar Ligure), Sparisoma cretense, Sphyraena viridensis, Scorpaena maderensis ed il granchio di origine atlantica Percnon gibbesi. Inoltre, nelle acque usticesi sono presenti alcune specie endemiche, come Nereis usticensis (Polychaeta), o di nuova descrizione per il Mediterraneo come Didiscus spinoxeatus (Porifera) insieme ad un gran numero di specie minacciate di estinzione, oggi protette dalla legislazione italiana ed europea [tra le altre Laminaria rodriguezii (Phaeophyta), Astroides calycularis (Cnidaria), Dendropoma petraeum (Mollusca), Centrostephanus longispinus, Ophidiaster ophidianus (Echinodermata) e Caretta caretta (Reptilia). Proprio per queste sue caratteristiche peculiari, recentemente e su segnalazione del gruppo di ecologia e conservazione della natura dell’Università di Palermo, l’area marina protetta Isola di Ustica è stata inserita tra i siti di interesse per la creazione di un network europeo sullo studio dei cambiamenti della biodiversità marina a lungo termine

Zonazione

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